/ Attualità

Attualità | 19 aprile 2013, 14:37

Il grido d'allarme dei balneari: "Assenza legge a livello nazionale penalizza la categoria"

Schiappapietra: "Fatichiamo a fare investimenti e ristrutturazione se non abbiamo la certezza che dopo il 2020 avremo ancora le spiagge"

Enrico Schiappapietra

Enrico Schiappapietra

Mercoledì Franca Roveraro Cappelluto, presidente dell’ Unione Albergatori della provincia di Savona, aveva lanciato un chiaro grido di allarme per la grave crisi che sta investendo il settore alberghiero: l’ ultimo dato registrato era un calo del 30% nelle presenze nell’ultimo periodo pasquale, che segue il precedente calo del 20% nel semestre ottobre 2012- marzo 2013.

Enrico Schiappapietra, presidente dell’ associazione bagni marini della provincia, si unisce alla protesta: “Purtroppo rappresento una categoria il cui bene è voluttuario, non necessario. In questo periodo tutte le famiglie italiane stanno facendo dei tagli, rinunciando alle cene, ai viaggi e questo si riflette su di noi sia in termine di mancate presenze, che in termine di soggiorni più brevi, mordi e fuggi. Il 2012 è stato un anno estremamente duro, gli albergatori hanno avuto un assaggio, nel weekend di Pasqua, di cosa li attende per il 2013. Per noi il banco di prova sarà il lungo ponte tra il 25 aprile ed il primo maggio: non ci aspettiamo miracoli, ma speriamo di registrare un po’ di presenze”.

Sicuramente l’ instabilità politica che da circa due mesi sta vivendo il paese non aiuta entrambe le categorie, così come denunciato dalla Cappelluto. Anche Schiappapietra punta l’indice sul problema: “Negli ultimi anni abbiamo dovuto fare una scelta politica conservativa a causa del problema del rinnovo delle concessioni demaniale. Purtroppo non abbiamo la certezza che tra dieci anni continueremo a fare gli imprenditori balneari: abbiamo fatto dei piccoli investimenti per le ristrutturazioni e per togliere, ad esempio, le barriere architettoniche, ma questa incertezza normativa ci sta frenando. Inoltre la crisi genera crisi: se tu non investi la gente preferisce andare da altre parte. Come categoria, ormai, ci battiamo con una concorrenza di livello internazionale e l’assenza di governo e di leggi a livello nazionale ci sta frenando e facendo perdere dei treni molto importanti. E’ vero che le concessioni demaniali ci sono state rinnovate fino al 31 dicembre 2020 e rispetto al precedente traguardo del 2015 abbiamo fatto un passo avanti, ma è anche vero che gli imprenditori per chiedere dei mutui in banca per investire e ristrutturare hanno bisogni di un orizzonte temporale più lungo”.

Enrico Schiappapietra conclude il discorso puntando sull' importanza del lavoro congiunto con amministrazioni comunali ed albergatori per migliorare il volto del paese, non solo le spiagge: “In passato abbiamo dimostrato la volontà della categoria di mettersi in gioco: in paesi come Loano e Pietra Ligure gli stabilimenti balneari hanno partecipato alle spese per la costruzione delle passeggiate a mare e questo determina un valore aggiunto non solo per gli stabilimenti balneari, ma per l’intera città. Noi saremmo pronti a replicare l’esperienza a Varazze od Albisola, ad esempio, ma l’incertezza normativa ci sta bloccando. Attualmente cerchiamo di difenderci praticando sconti, riduzioni per le famiglie e pacchetti vacanze per incentivare la frequentazione delle spiagge, ma vorremmo avere un traguardo più lungo per svolgere un lavoro più importante e significativo".

Cinzia Gatti

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium