Negli scorsi giorni alcuni parlamentari liguri e piemontesi del Movimento 5 stelle hanno visitato con tecnici e periti il sito dell' ACNA di Cengio. Tra loro anche l' associazione per la "Rinascita della Valbormida", che da anni è attiva per risolvere i problemi legati alla dismissione del sito industriale: " Abbiamo potuto constatare che le attività di messa in sicurezza del sito, avviate nel 1999 e la cui conclusione negli scorsi anni era stata ripetutamente annunciata, sono ancora ben lontane dall'essere completate. Abbiamo anche potuto verificare che, contrariamente a quanto stabilito nell'accordo di programma del 2000, sottoscritto anche dalla Regione Piemonte, il percolato, ossia le acque sotterranee pesantemente inquinate, che rappresentano la principale fonte di rischio del sito, continuerà a formarsi in quantità di migliaia di metri cubi all'anno e che continua la derivazione di acque del fiume Bormida".
Prosegue Maurizio Manfredi, rappresentante dell' associazione"Abbiamo visto all'opera l'ITAR, l'impianto di depurazione del percolato il cui esercizio costa a Syndial cinque milioni di euro all'anno, mentre al suo fianco giace inutilizzato il depuratore consortile realizzato con fondi pubblici dall'ex commissario Giuseppe Romano".
"Abbiamo ottenuto alcune risposte mentre resta tuttora aperta la questione -fondamentale nel momento in cui l'ENI sta cercando di cedere la proprietà del sito- riguardo alle necessarie garanzie, che l'enorme ammasso di rifiuti industriali, terreni contaminati e acque sotterranee inquinate venga costantemente presidiato nei decenni a venire", concludono i rappresentanti del gruppo.
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