Un paio di anni fa, come regalo di compleanno, ero stata a visitare la mostra “Dialogo nel buio”, allestita presso l’ Istituto dei ciechi di Milano e l’esperienza era stata molto bella ed intensa allo stesso tempo: abbiamo vissuto cinque situazioni di vita reale, un bar, una spiaggia, un parco, una strada affollata e una casa, come un non vedente. Gli ambiente erano infatti completamenti bui e la nostra unica guida erano un bastone, le orecchie e un ragazzo gentilissimo ipovedente. Così quando ho letto che a Loano si svolgeranno, a partire da sabato 15 giugno per dieci giorni, i campionati europei di calcio per non vedenti, mi sono chiesta come potessero giocare, io che nella vita reale a volte fatico a districarmi con tutti e cinque i sensi.
La nazionale italiana adesso è in ritiro, insieme alle altre a Loano, e Sebastiano Gravina, attaccante e centrocampista, ci racconta la sua esperienza:” Il portiere e l’arbitro sono vedenti, gli altri quattro giocatori no. Io percepisco piccole luci e ombre che mi aiutano a distinguere solo il giorno dalla notte e basta e gioco nella categoria B1, ciechi totali. Per non essere in vantaggio giochiamo con delle bende oculari sugli occhi e poi una maschera, che ci copre il viso. Esistono diverse categoria: quelle di questo campionato e la B1, total blind, cioè, completamente ciechi, poi ci sono la B2 e la B3, che gioca senza palla sonora. Noi infatti abbiamo una palla speciale, con delle placche tra le camere d’aria e il cuoio, che contengono dei piccoli pallini, che quando sbattono emettono un rumore. Il pallone contiene 5-6 placche, che “suonando”, ci permettono di vedere con l’udito. La Liguria è l’ unica regione del Nord Italia che ha una squadra nel campionato italiano, le altre si trovano a Napoli,Siracusa, Lecce e nelle Marche e poi ci sono quelli estere. La mia squadra è formata da una rappresentanza ligure, quattro giocatori di Milano e uno di Piacenza”.
Tanta curiosità e tante domande mi si affollano nella testa. Io da piccola ho provato di tutto, dal nuoto, alla pallavolo, alla danza: tu, come ti sei avvicinato a questo sport: “All’ età di 15 anni avevo una ragazza che mi seguiva nei compiti a casa, io ero un po’ introverso e lei mi ha raccontato che un suo amico giocava a calcio. Decido di provare a realizzare la mia passione di bambino e mi sono buttato in quest’esperienza. E’ stato bellissimo, sono otto anni che gioco è ho avuto tanti risultati: i primi gol, la convocazione in nazionale, tanti amici!!!!”.
I campionati europei si svolgono ogni due anni e i mondiali ogni quattro. Chi va in finale si qualifica per andare ai mondiali del Brasile 2014,(si è scelto di anticipare la data per fare coincidere i due mondiali di calcio). Le partite si svolgeranno tutti i giorni dal 15 al 22 giugno (eccezione fatta per il 18), dalle 9 alle 10, dalle 11 alle 12, dalle 16 alle 17 e dalle 18 alle 19. La nazionale italiana vi aspetta dunque, per fare il tifo, per la prima partita sabato 15 alle 18.














