Festeggia una nuova centenaria la comunità di Finale Ligure che ieri, martedì 21 aprile, ha celebrato i cento anni Maria Oliveri, vedova Camilli.
Nata il 21 aprile 1926 a Orco Feglino, ha diviso il suo secolo di vita tra il piccolo centro dell’entroterra finalese e Finalborgo, attraversando eventi storici ed esperienze personali che ne hanno segnato profondamente il percorso.
Ancora giovane, Maria visse un’esperienza familiare significativa: la madre accolse in casa un giovane cieco di guerra, che entrò a far parte della famiglia e che lei accudì come un fratello fino alla sua scomparsa. Un gesto di solidarietà in un’epoca segnata dalle ferite del conflitto.
Nel dopoguerra sposò Sigismondo, compagno di una vita, e nel 1960 si trasferì a Finale Ligure, dove costruì la propria famiglia. Nel tempo è diventata una figura molto conosciuta in Borgo, apprezzata per il carattere vivace, curioso e sempre aperto al rapporto con gli altri.
Oggi Maria gode ancora di discrete condizioni di salute ed è accudita con affetto dalla figlia Silvana.
In occasione del traguardo del secolo di vita, è arrivato anche il saluto del sindaco Angelo Berlangieri, che ha voluto sottolineare il valore umano e simbolico dell’anniversario: «Un secolo di vita, cento anni di storia vissuta con il cuore, un traguardo prezioso che merita di essere celebrato con gioia».
Quella di Maria Oliveri è la storia di un’esistenza semplice e umile, fondata su un punto fermo che ha attraversato tutte le stagioni della sua vita: la famiglia. Un legame che continua a rappresentare il centro della sua quotidianità e il filo conduttore di un secolo vissuto con discrezione e dignità.














