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Cronaca | 09 agosto 2013, 12:46

Imperia, trovata nave romana dai Carabinieri di Alassio nell'ambito dell'operazione Nemo

Salgano a 28 gli indagati di Nemo e Nemo2: recuperati un gladio, un anello romano, un vaso greco, monete romane e bizantine, anfore romane e brocche medievali

Immagine di repertorio dell'operazione Nemo 2

Immagine di repertorio dell'operazione Nemo 2

Trovato un relitto di nave romana al largo d’Imperia nell’ambito dell’indagine Nemo.

I carabinieri della Compagnia di Alassio con i colleghi del Centro Carabinieri Subacquei di Genova  hanno trovato una nave oneraria romana a circa 50m di profondità grazie ad una carta nautica sequestrata a casa di uno dei nuovi indagati. Gli investigatori avevano compreso, grazie alle perizie dei funzionari della Soprintendenza dei Beni Archeologici di Genova che alcune anfore ritrovate nelle abitazioni dei “tombaroli del mare” non provenivano dai relitti censiti e conosciuti, per cui doveva esserci un’altra nave romana sconosciuta agli storici inabissatasi nelle profondità delle acque liguri, presumibilmente nell’imperiese. Una carta nautica e un GPS marino rinvenuti a casa di un indagato che aveva trafugato quel tipo di anfore, hanno permesso di ritrovare il punto nave dell’affondamento. Sulla carta nautica era segnato con un cerchio rosso un punto di fronte il porto d’Imperia a circa un miglio e mezzo dalla costa con scritto accanto “relitto storico”. Siccome non risultava dalle carte ufficiali la presenza di un relitto in quel punto, i carabinieri di Alassio hanno richiesto l’intervento dei sommozzatori del Centro Carabinieri Subacquei di Genova guidati dal Ten.Col. Francesco Schilardi che dopo alcuni giorni di ricerche in mare anche con condizioni meteo-marine avverse, hanno trovato una nave oneraria romana a circa 50m.

L’importantissimo ritrovamento dal punto di vista storico culturale permetterà agli studiosi di meglio comprendere i traffici e le rotte commerciali delle navi romane che solcavano i mari liguri. Un relitto con questo tipo di anfore peraltro non era ancora stato ritrovato in Liguria.

Salgono pertanto a 28 gli indagati (oltre un arrestato) nell’ambito dell’operazione NEMO e NEMO2, che ha permesso di scoprire un vero proprio traffico di reperti archeologici preziosissimi (anche di siti archeologici terrestri come dimostrato con oggetti ritrovati nelle ultime perquisizioni) con persone che erano in grado di restaurare, come nei laboratori della Soprintendenza, i reperti danneggiati. Ritrovati volantini pubblicitari e prezziari degli oggetti sequestrati.

Tra il materiale recuperato alcuni pezzi particolarmente pregiati come il gladio di un gladiatore romano, un anello romano con sigillo imperiale, un vaso greco a figure nere, monete romane e bizantine oltre ad un’incredibile quantità e varietà di anfore romane, massaliote, ciraniche, di forlimpopoli, galliche e brocche nonché piatti medievali.

Gli investigatori con l’aiuto dei sommozzatori del Centro Carabinieri Subacquei, sperano nel prossimo futuro di riuscire a trovare qualche altro relitto sconosciuto, analizzando altre carte nautiche sequestrate.

c.s.

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