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Attualità | 09 luglio 2014, 09:30

Sarà ospedale unico a Savona?

Afferma il Vicesindaco di Savona Ditullio “Parlare di Ospedale pensando che sia una "cosa" solo savonese non ha più senso". Ed è "lotta" con le amministrazioni comunali coinvolte

Sarà ospedale unico a Savona?

Si continua a parlare di Sanità e di Ospedali in un momento in cui sono all’ordine del giorno le lotte per cercare di mantenere vivi e attivi i presidi della nostra Riviera Ligure.

Pietra Ligure, Albenga, Cairo Montenotte le realtà che si è cercato di difendere.

L’apertura h24 dell’emodinamica al Santa Corona di Pietra, risultato importante ottenuto proprio ieri.

La carenza di personale che, purtroppo subisce l’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga, il cui Punto di Primo Intervento di fatto, si trova a lavorare come un Pronto Soccorso, ma senza i mezzi sufficienti per poterlo fare a pieno regime, e la lotta per ottenere nuove assunzioni per coprire il Gap esistente.

La lotta sull’Ospedale di Cairo e sull’apertura delle nuove sale operatorie per rilanciare la struttura e le sue attività.

Queste le realtà che si sono “sentite toccate” dalle dichiarazioni manifestate dal Vicesindaco Livio Ditullio che sembra aver manifestato la volontà di realizzare un nuovo ospedale a Savona ed in particolare a Valleggia.

Immediate le reazioni delle amministrazioni cittadine coinvolte che non ci stanno a vedere sparire le realtà locali che, spesso sono delle eccellenze in alcuni settori, oltre, naturalmente a fornire un servizio sanitario importante locale in un paese, come il nostro, nel quale le vie di comunicazione, sono scarse e, specie in alcuni periodi dell’anno praticabili con difficoltà (si pensi alle cose di “rientro” della domenica che intasano autostrada e Aurelia).

La risposta di Ditullio arriva attraverso i social network ed in particolare attraverso un post su facebook in cui il Vicesindaco afferma “Parlare di Ospedale pensando che sia una "cosa" solo savonese non ha più senso . Tutti coloro che si occupano di questi argomenti , i riferimenti nazionali ed europei , gli studi di settore ,sono concordi nell'affermare che nel futuro ci dovrà essere un rapporto tra bacini di utenza e struttura ospedaliera di un certo tipo – ed aggiunge ancora ribadendo la sua posizione a riguardo - per un bacino d'utenza come quello della Provincia di Savona c'è spazio per un solo ospedale con ( tutta da conquistare e da esigere ) una rete diffusa ed efficace di sanità e di assistenza sul territorio . Io ho solo proposto che nella discussione sul PUC si tenga conto anche di questo . Non facciamo un PUC per i prossimi due mesi ma forse per i prossimi vent'anni . Se iniziamo a ragionare con il respiro necessario forse andremo nel futuro altrimenti torneremo nel terzo mondo . I numeri della popolazione , la necessità di servire in maniera efficace la Val Bormida , la necessità (umana prima ancora che organizzativa ) di non far fare i turisti dentro l'ambulanza a persone che soffrono porta a individuare l'area savonese per questo obbiettivo . Si può non essere d'accordo ma quello di cui ho parlato è questo . Si può non essere d'accordo e continuare con questa integrazione degli Ospedali che sta significando la disintegrazione dell'offerta ospedaliera della nostra Provincia. Con gli operatori del settore - veri eroi- che siccome la politica non decide , tengono in piedi la baracca”.

Mara Cacace

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