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Sanità | 07 agosto 2014, 08:56

Enpa "La regione si vende le nostre acque interne, tutti possono pescarvi indiscriminatamente"

"Non per 30 ma per pochi denari!" Con questo slogan l'Enpa si scaglia contro la norma regionale che libera la pesca a pagamento nelle acque interne Liguri

Enpa "La regione si vende le nostre acque interne, tutti possono pescarvi indiscriminatamente"

“La Regione Liguria si svende la fauna ittica di laghi e torrenti” questa la denuncia proveniente dall’Enpa.

Oggetto della denuncia la legge regionale che abolisce la licenza di pesca nelle acque interne e introduce in sua vece la necessità di essere provvisti esclusivamente di una ricevuta di versamento.

Ma c’è di più, affermano gli animalisti “Nei giorni scorsi via Fieschi ha fatto anche peggio; ora chiunque, da qualsiasi regione o paese proveniente, potrà pescare pagando pochi spiccioli al giorno; il tutto per favorire il cosiddetto turismo ittico, ovvero attirare nelle vallate dell’entroterra persone poco sensibili all’ambiente ed agli animali e totalmente ignare dei delicati equilibri biologici dei corsi d’acqua”.

In Liguria dunque è pesca libera? O meglio, pesca a pagamento, ma aperta a tutti?

E che ne penseranno i pescatori locali che rischiano di vedere le loro zone invase dai turisti della pesca?

Una decisione che, secondo la Protezione Animali savonese, farà imbestialire anche i vecchi pescatori, quelli legati al territorio e conoscitori dei torrenti e dei laghi, ai quali un turismo “mordi e fuggi” sottrarrà quel poco di pesci sopravvissuti ai loro ami, all’inquinamento ed a lavori idraulici inutili o scorretti.

La denuncia dell’Enpa “ La Regione continua così a sostenere l’assoluta improponibilità della pesca ricreativa come ecocompatibile ed educativa: uccidere animali per svago non può e non deve essere insegnato e favorito tra i giovani, nelle scuole e nelle manifestazioni di beneficienza come prevede assurdamente la nuova di legge”.

Acque interne trasformate in acquari dove liberare poveri pesci d’allevamento che vanno a rimpiazzare ed eliminare la preziosa fauna originaria, solo per facilitare una pesca consumistica ed avulsa da ogni contesto naturale, questo il pensiero della protezione animali che affermano con forza “Non c’è nulla di ecosostenibile in tutto ciò”.

Intanto proprio  in questi giorni il sindaco di Osiglia lancia l’allarme: oltre al consumo di alcolici e conseguenti episodi di disturbo, attorno al lago di notte avvengono violazioni alla legge sulla pesca.

Ed allora perché non controllare di più la zona ed il settore e puntare su un turismo diverso che magari punti su attività diverse dalla pesca e ecocompatibili come la canoa, il rafting, il kayak e l’escursionismo, in cui gli animali vengono lasciati in pace ed osservati con attenzione ed interesse? È questa la domanda che si fanno dall’Enpa.

r.g.

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