Anche nel territorio ingauno si parla di Unione dei Comuni e, a dare l’input per farlo la delicata questione che riguarda la tutela dell’Ospedale di Albenga, importante presidio per la tutela della salute su un’area che comprende oltre 60mila persone.
Di questo si è parlato, come sappiamo nell’assemblea tra i sindaci svoltasi mercoledì scorso e se ne tornerà a parlare il 4 Novembre in una seconda riunione per trattare una meteria tanto complessa come questa.
Non solo L’Ospedale e più in generale la sanità è importante trattare in maniera unitaria e complessiva in un’ottica di collaborazione e sinergia tra le amministrazioni dei comuni limitrofi, ma anche depurazione, acqua, gestione dei rifiuti e tutte quelle materie che non si limitano ad interessare un singolo comune.
Proprio questa l’ottica e la linea perseguite da molte amministrazioni dopo la scorsa tornata elettorale.
Afferma Massimo Niero, sindaco di Cisano sul Neva – che sin da subito si è attivato per fare in modo di portare avanti proprio un progetto unitario che coinvolgesse i piccoli comuni dell’entroterra e lo ha fatto attraverso il dialogo con le amministrazioni spesso a prescindere dal colore politico delle stesse – “L’Unione dei comuni è importantissima per il nostro territorio. L’idea è nata da 4 sindaci, io il sindaco di Albenga Cangiano, Fazio di Ceriale e Maglione di Laigueglia”.
Continua Niero “L’importanza va vista non solo per una gestione delle problematiche complessiva che possa portare dei risultati concreti per tutto il territorio che coinvolge, ma anche dal punto di vista politico. Il nostro territorio non può permettersi di non avere consiglieri regionali alla prossima tornata elettorale, ne deve portare almeno due, uno di maggioranza ed uno di opposizione, anche perché, solo in questo modo potremo riuscire a fare sentire la nostra voce anche in quella sede”.
Dopo la sconfitta delle provinciali, nelle quali Massimo Niero per pochi voti (vedi articolo) non è diventato consigliere, la volontà che porta avanti con determinazione sembra, dunque, quella di fare in modo che lo stesso errore non si ripeti in futuro e che il suo territorio, ed una realtà come quella del ponente savonese non venga dimenticata, ma, anzi, sia fortemente rappresentata e valorizzata nelle sedi istituzionali opportune.














