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Politica | 04 gennaio 2015, 10:30

Indagine Geotea, M5S:"Nel 2012 avevamo avvisato il Comune di Savona del rischio"

"Contravviene alle norme sull'antiriciclaggio, visto che la P.A., in questo caso il Comune di Savona, non può intrattenere rapporti di alcun tipo con società che, anche indirettamente, abbiano sede in paradisi fiscali"

Indagine Geotea, M5S:"Nel 2012 avevamo avvisato il Comune di Savona del rischio"

"Apprendiamo che i vertici della società Geotea, fino a poco tempo fa
azionista di Ecosavona, azienda che gestisce le discariche di rifiuti del Boscaccio e di Bossarino, di cui il Comune di Savona è socio al 5%, sarebbero indagati per presunta evasione fiscale". Il M5S di Savona interviene sulla vicenda di Geotea Srl. Secondo quanto riportato dal quotidiano il Secolo XIX la Guardia di Finanza e la Procura di Savona starrebbero indagando sulla società per una presunta evasione fiscale legata allo spostamento di uffici e sedi nei paradisi fiscali.
"Non siamo affatto stupiti di questa inchiesta, sottolinea Eric Festa, visto che già nel maggio 2012 denunciammo in Consiglio una situazione a nostro avviso illegale: Geotea, che deteneva il 70% di Ecosavona, fino al 18 dicembre scorso in mano ad una società lussemburghese, che tramite il sistema delle scatole cinesi portava soldi in paradisi fiscali".
"Tutto ciò, spiega il M5S Savona, contravviene alle norme sull'antiriciclaggio, visto che la Pubblica Amministrazione, in questo caso il Comune di Savona, non può intrattenere rapporti di alcun tipo con società che, anche indirettamente, abbiano sede in paradisi fiscali o la cui legislazione statale impedisca
un'adeguata trasparenza (DL 78/2009 art.12, che definisce operazioni in tali nazioni illegali e DL 90/2014 art.35, che vieta alla Amministrazioni Pubbliche di intrattenere rapporti economici con queste società)".
"Sebbene il divieto non fosse esplicitamente espresso nel citato decreto del 2009, questi rapporti, di fatto, erano già “vietati” perché avrebbero rischiato di rendere l'Amministrazione "complice" di un'evasione fiscale. Con il decreto sulla pubblica amministrazione dello scorso giugno, il governo ha rafforzato tale divieto, esplicitandolo concretamente. Anche le direttive europee stanno
mettendo "fuori legge" tali società: sempre più Stati stanno adeguando la loro legislazione a principi di trasparenza al fine di poter operare in UE".
"Tutto questo al sindaco Berruti e all'assessore Martino non interessava: in barba alle norme hanno sempre difeso fino allo stremo la partecipazione del Comune in questa società, anzi il Sindaco è arrivato a dichiarare, durante la seduta del Consiglio in cui denunciammo questa situazione, che "il vero problema è che abbiamo solo il 5% delle quote di Ecosavona".
"Con l'ingresso di Waste Italia sulla scena societaria delle discariche vadesi, spiega il M5S, peraltro annunciata sui giornali e ignota agli stessi comuni interessati, abbiamo presentato una nuova interpellanza per chiedere quale posizione avrebbe tenuto l'amministrazione, quali garanzie avrebbe chiesto.
La risposta dell'assessore Martino è stata lapidaria: nessuna".
"Ancora una volta il PD savonese dimostra inadeguatezza su tutti i fronti. Berruti ora è troppo impegnato a cercare un posto in regione, piuttosto che fare pubblica ammenda e trovare una soluzione all'incresciosa situazione. Un consiglio: sindaco si faccia da parte", conclude Eric Festa.

r.g.

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