“La definizione della nuova governance dei porti verrà affidata ad un decreto legislativo previsto dal disegno di legge delega sulla P.A.”. A darne notizia è l’onorevole savonese Anna Giacobbe, che prosegue:”E’ del tutto discutibile che questo sia lo strumento più corretto, e più solido dal punto vista formale, per un intervento che modifica la riforma portuale: va ricordato che il provvedimento di revisione della legge 84/94 aveva iniziato il proprio iter parlamentare al Senato e lì è stato bloccato”.
“In ogni caso, prosegue la parlamentare, con l’arrivo in aula della legge delega sulla P.A., ho pensato che fosse utile condividere l’iniziativa di Alberto Pagani e di altri colleghi di presentare alcuni emendamenti”.
“Quello che mi interessa, sottolinea la Giacobbe, anche attraverso questa strada, è sottolineare due punti, contenuti negli emendamenti in questione: va riaffermato con chiarezza il ruolo degli enti locali e le loro prerogative, che paiono del tutto marginali, o assenti, nelle ipotesi che sono circolate; se lo schema che si intende seguire, pur discutibile, è quello della rete europea dei porti core, allora va assunta pienamente la logica di sistema logistico-portuale, comprendendo anche gli interporti inseriti in quella rete: in Liguria l’unico interporto riconosciuto tale dalla normativa nazionale in materia, e considerato core a livello europeo, è quello del porto di Savona-Vado”.
Due le priorità secondo la Giacobbe:”Il completamento degli investimenti previsti per il porto di Savona Vado e per il suo collegamento alla rete autostradale e ferroviaria e la possibilità per chi rappresenta la comunità locale di intervenire davvero nel governo del porto, della sua relazione con la città, delle risorse che si producono e che devono tornare per una quota al territorio”.














