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Attualità | 08 agosto 2015, 15:00

Auto-assoluzione del PD su Tirreno Power, la Rete Fermiamo il Carbone: "Partito e sindaci veri responsabili morali"

"Il PD ha sostenuto l'ampliamento, nonostante la contrarietà della popolazione che avrebbe subìto inevitabili e gravi danni sanitari"

Auto-assoluzione del PD su Tirreno Power, la Rete Fermiamo il Carbone: "Partito e sindaci veri responsabili morali"

"Gravissima l'auto-assoluzione del PD su Tirreno Power. I Sindaci non hanno tutelato la collettività e iI PD è il vero responsabile morale perché ha difeso prioritariamente gli interessi particolari di una azienda, a discapito di quelli generali della collettività”. Interviene così la Rete Savonese Fermiamo il Carbone a seguito dell’intervento del PD savonese sulla vicenda giudiziaria Tirreno Power.

“La Rete fermiamo il carbone trova grave e sconcertante l'auto-assoluzione del Partito Democratico di ieri sulla questione Tirreno Power – affermano dalla Rete - Il PD nel suo insieme (sia come amministratori che come partito) ha sostenuto e favorito la scelta scellerata del carbone, essendo privi di qualunque proposta di politica economica alternativa a quella che in nome del profitto non esita a sacrificare la salute collettiva e l'ambiente. Il Pd è il partito che (al pari dei partiti di centrodestra) in tutti questi anni:

-non ha dato risposte concrete di fronte agli allarmanti dati sanitari che l'Ordine dei Medici, il mondo scientifico internazionale e anche la Rete fermiamo il carbone forniva; 

-non ha mai protestato perché per anni la cittadinanza non è stata informata sugli allarmanti resoconti dello studio lichenico-ambientale (commissionati dalla stessa azienda), che evidenziava  per alcuni inquinanti valori di inquinamento di gran lunga più alti dei valori massimi mai rilevati in Italia secondo la tabella Nimis;

-è rimasto sempre in silenzio quando venivano puniti o querelati medici e giornalisti che avevano la sola colpa di segnalare la gravità della situazione;

-nel 2006 ha inoltre incentrato la campagna elettorale contro l'ampliamento della centrale, per poi, dopo aver preso i voti, cambiare idea;

-ha sostenuto l'ampliamento, nonostante la contrarietà della popolazione che avrebbe subìto inevitabili e gravi danni sanitari.

“Il Sig. Briano, è inoltre un fatto incontrovertibile che i Sindaci di Vado e Quiliano, al di là dei proclami, nei fatti in questi anni non abbiano mai accertato la verità sul reale inquinamento prodotto dai gruppi a carbone. Infatti, secondo la Procura della Repubblica:

1) i sindaci - nella loro veste di autorità sanitaria - "avrebbero omesso di ordinare un’idonea rete di monitoraggio della qualità dell’aria correlata a Tirreno Power e da gestirsi a cura dell’autorità pubblica, mentre è stata l’azienda quasi sempre a fornire i dati di inquinamento".

2) non hanno deliberato a favore di un monitoraggio SME al camino delle ciminiere, l'unico considerato unanimemente attendibile (dagli esperti di settore, ma anche dalla Procura di Savona e dal GIP) per accertare le emissioni reali, non optando neanche sulla doppia misurazione, ma bensì sul poco attendibile misuratore alla base, uniformandosi così supinamente alle richieste dell'azienda. Non è questo un "atteggiamento di passività" che Lei ieri provava senza successo a contestare?

3) hanno votato una delibera fotocopia insieme a Regione (anch’essa a guida PD) e Provincia che concedeva valori emissivi scandalosamente alti all'azienda, sottostimando quindi gli allarmanti dati sanitari. Secondo la Procura, invece, con i valori ambientali emersi, essi avrebbero dovuto imporre come prescrizioni il rispetto dei limiti "minimi" nelle emissioni previsti dalle Migliori Tecnologie Disponibili ed indicati dalle norme europee e nei pareri medici ai quali loro stessi avevano fatto riferimento per sottolineare "le serie preoccupazioni dal punto di vista sanitario per la popolazione che vive, lavora e soggiorna nel comprensorio savonese".

“Perché nella conferenza stampa ha omesso di dire tutte queste cose? Sig. Briano, Lei è ovviamente al corrente delle carte della Procura secondo cui i Sindaci "erano a conoscenza delle conseguenze sanitarie provocate dall’uso del carbone e nonostante «disponessero di studi sanitari focalizzati sulla situazione locale» avrebbero chiuso gli occhi sull’attività di Tirreno Power ed omesso di disporre controlli specifici che avrebbero potuto evitare ulteriori danni alla salute pubblica".Essi non avrebbero tenuto conto delle decine di relazioni e consulenze (oltre che delle numerose diffide e documentazioni inviate dalla Rete fermiamo il carbone) e delle norme che impongono «la prioritaria considerazione dalla tutela dell’ambiente rispetto agli interessi privati». In questo quadro si inserisce l’affermazione del GIP dove parla di “neghittosità degli organi pubblici chiamati a svolgere attività di controllo”. Secondo i magistrati i Sindaci “si spogliarono delle loro vesti di autorità sanitaria locale” e cooperarono per legittimare «il mantenimento in funzione dei due gruppi economicamente profittevoli". Nel frattempo, secondo le consulenze della Procura, da un lato, si verificava un disastro ambientale e sanitario senza precedenti con centinaia di persone che si ammalavano e morivano, e, dall'altro, gli azionisti della società che gestivano la centrale incassavano 700 milioni di euro, non investendo nel miglioramento ambientale".

“Ovviamente sarà il Giudice per l'udienza preliminare ed il processo  ad accertare se queste gravissime accuse meritano una condanna penale. Ma di fronte alla mole imponente di prove raccolte nelle indagini che la stampa ha pubblicato, tutti si possono fare un'idea precisa di questa triste vicenda e formulare dei giudizi politici e morali su fatti e comportamenti. Se questi sono i fatti, Sig. Briano non sente il dovere di fare autocritica e di chiedere scusa ai cittadini a nome del Partito? I Sindaci di Vado e Quiliano quindi, come risulta con evidenza dalle indagini giudiziarie, non hanno tutelato la comunità savonese, e il Vostro partito ha grandissime responsabilità in merito.  Come pensate che passerete alla storia di questa provincia: come la classe dirigente che ha difeso prioritariamente gli interessi generali della collettività o quelli particolari di una azienda?”.

“Per questo, Voi siete stati i veri responsabili morali di come è stata gestita questa triste storia, che in diversi decenni ha avvelenato e ucciso sia le persone che il senso civico di molti. Nonostante ciò, in questa provincia una serie di cittadini e comitati, per senso del bene comune, ha predisposto  ricorsi, esposti, diffide, ha commissionato perizie a cura di eminenti esperti ambientali per accertare il reale stato di inquinamento, e tale lavoro ha portato ad un sequestro giudiziario dei gruppi, contribuendo a scrivere un futuro diverso per la nostra collettività. Nella tutela della salute, questi comitati (che Lei oggi contesta) nei fatti si sono sostituiti ai Vostri amministratori (che Lei ora prova a difendere) i quali ora dovranno rispondere penalmente, ma ancor prima politicamente e moralmente alla nostra comunità sul perché si è preferito in modo ottuso e arrogante continuare una produzione estremamente dannosa e che non ha più futuro, come sostenuto anche in queste settimane da voci autorevoli come il Papa e il Presidente degli Stati Uniti, ma di cui solo Voi sembrate non volervene rendere conto. E' giunto il momento che anche voi arriviate a una decisione non più eludibile: mai più carbone a Savona”.

r.g.

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