Duro j’accuse della dirigente dell’Istituto Comprensivo di Finale Ligure Carmen Vetrone nei confronti del vicesindaco Clara Brichetto. La professoressa ha infatti inviato una lettera aperta al sindaco Ugo Frascherelli, agli assessori, consiglieri di minoranza e maggioranza nella quale evidenzia numerose criticità.
Le considerazioni sono emerse a seguito del consiglio comunale del 12 novemre quando il consigliere Simona Simonetti aveva chiesto all'assessore Brichetto come risolvere le criticità nate dalla convivenza dei corsi per adulti e per bambini nell'Istituto Comprensivo.
Il vicesindaco aveva dato una risposta diretta come si vede da questo video (clicca qui per il video)pubblicato sulla pagina Facebook "Per Finale"
Di seguito il testo.
“L’anno scorso ho creduto sinceramente che l’arrivo all’assessorato all’istruzione di Clara Brichetto, con la quale c’era comunque già un feeling su altri piani, mi avrebbe fatto superare il rammarico di aver perso la sponda sicura e affabile che l’assessore Viassolo aveva sempre offerto alla scuola.
Errore. Al primo appuntamento ottobre 2014 (il più importante, quello in cui si concordano le linee di indirizzo per tutto l’anno scolastico) l’assessore Brichetto non si fece trovare. La signora Barusso, dopo aver corso per tutti i piani del palazzo comunale, accompagnò all’incontro con me l’assessore Casanova. Una grande fortuna per me perché, sebbene non potessimo scendere nello specifico dei piani di intervento che competono all’assessorato all’istruzione, trovai in lui, e trovo tutt’ora, una eccezionale cortesia, una collaborazione disinteressata e soprattutto una piena accettazione dei percorsi attraverso i quali la nostra Scuola si sforza di formare i futuri cittadini attivi e consapevoli.
Nell’ottobre di quest’anno abbiamo vissuto l’esatta replica di quanto su esposto. Il primo appuntamento di ottobre, fissato per tempo perché è importante bla bla bla, è andato buca: io sono rimasta sulle scale del palazzo comunale e l’assessore Brichetto occupata in una Commissione.
Io non critico l’assessore: certo, la sua professione, il suo ruolo politico, i suoi impegni personali e familiari renderebbero difficile a chiunque una gestione del tempo che non scontenti e non offenda nessuno. Ma anche io non ho la possibilità di sedermi tra i postulanti ogni martedì in attesa di essere accolta e/o interpellata.
Piace credere a qualcuno che l’istituto comprensivo non abbia problemi: a parte quelli di quotidiana gestione ordinaria e straordinaria, sento di dover far presente che la Scuola Primaria Emanuele Celesia rappresenta ancora un problema. Quando le furono tolti i locali nell’ex colonia Rivetti per darli al Liceo Issel in espansione, l’amministrazione comunale non aveva locali di analoga comodità e sicurezza da offrire per la Primaria. Prese piede la proposta di accogliere le cinque classi del Celesia nell’edificio scolastico della Primaria Arene Candide.
Personalmente non me ne sono mai pentita e ho motivo di credere che anche i bambini e gli insegnanti si sono sentiti a proprio agio. Resta però il fatto che la popolazione di Finalborgo è sempre in attesa di una sistemazione che salvi ed evidenzi la specificità del Plesso Celesia. Io stessa per giustificare al Ministero dell’ istruzione la coabitazione di due plessi in uno stesso edificio ho dovuto segnalare che si tratta di una ospitalità provvisoria.
Certamente l’Amministrazione Comunale queste cose le sa, ma ha un piano per la soluzione del problema?
Qualche tempo fa mi è stato fatto firmare (il giorno prima della scadenza!) un documento per concorrere a un bando per la costruzione di una nuova scuola. L’ho firmato, perché la richiesta mi era pervenuta tramite l’assessore Casanova, ma ho fatto notare che c’erano inesattezze grosse e palesi. L’edificio da costruire si immaginava servisse alla Scuola dell’Infanzia e Primaria di Finalborgo nonché alla Scuola dell’Infanzia e Primaria di Calice (mentre è noto al mondo che sta per essere ultimato ledificio scolastico nuovo a Calice) e alla Scuola dell’Infanzia di Orco Feglino (i cui genitori giurano che si muoveranno da Feglino solo se la scuola dovesse essere soppressa). Poi, qualche giorno dopo, si è diffusa la notizia che ha vinto il progetto presentato da Albenga: non mi meraviglia più di tanto.
La presenza della scuola primaria Celesia nei locali di via Brunenghi ha fatto sì che fosse necessario, per liberare aule, spostare i corsi di alfabetizzazione 1^ e 2^ per adulti, specialmente stranieri, che lì erano ubicati da più di 10 anni. Il trasferimento dei corsi per gli adulti presso la Scuola Secondaria Aycardi Ghiglieri è contrariamente a quanto sembra pensare l’Assessore Brichetto un fatto relativamente recente (anno scolastico 2012-2013) e provvisorio: si intendeva infatti studiare se la convivenza si rivelasse possibile.
Infatti, mentre nella Scuola primaria essa aveva retto a lungo
a) perché le aule riservate agli adulti erano alquanto isolate in unala alla quale volendo si poteva accedere perfino in maniera indipendente dal resto dell’edificio;
b) perché di pomeriggio erano presenti solo le classi del tempo pieno, strettamente vigilate dalle insegnanti,
nella Scuola Aycardi Ghiglieri invece in orario pomeridiano c’è un viavai di alunni e adulti (indirizzo musicale, sezione F, laboratorio di ceramica, laboratorio teatrale, assemblee, ricevimenti, organi collegiali) in un ambiente dove, per motivi di sicurezza, non si possono isolare locali.
La convivenza qua poteva essere non facile e infatti l’anno scorso si sono verificati diversi problemi, culminati in un giro di whatsapp tramite il quale alcuni genitori hanno diffuso le foto di due incolpevoli stranieri, a loro dire pedofili.
Fortunatamente il dirigente del C.T.P. (quello dei corsi per adulti) e il dirigente dell’ istituto comprensivo si unificavano nella mia persona, ed è stato abbastanza facile bruciare i tempi e ridimensionare l’episodio, con laiuto del locale Comando dei Carabinieri che ha tenuto alle famiglie una lezione sui rischi legali di certe accuse infondate.
Già allora, però, era maturata in me e nei docenti la convinzione che fosse opportuno, per il futuro, evitare il più possibile la coincidenza oraria di corsi degli adulti con le lezioni per i nostri ragazzi.
Quando quest’anno, 2015- 2016, il C.T.P. è diventato C.P.I.A. ed è stato affidato in reggenza al dirigente Buscaglia, gli ho subito comunicato che l’ospitalità nei locali della scuola Aycardi Ghiglieriera confermata davvero col cuore, ma che le lezioni dovevano iniziare non prima delle 17. Su questo punto il collega non era d’accordo, perciò ci siamo presi una parentesi di riflessione prima di stilare una convenzione.
Mentre riflettevamo, il dirigente Buscaglia si è fatto fare dalla Giunta Comunale di Finale Ligure una delibera con la quale gli venivano assegnati in via esclusiva tre locali ed accessori (compreso il locale che contiene larchivio dellex scuola media con documentazioni anche di carattere riservato) nella Scuola Aycardi Ghiglieri. La dicitura adottata dall’Amministrazione Comunale (in via esclusiva) ha consentito al dirigente Buscaglia di decidere l’orario dei suoi corsi senza tenere in nessun contro le mie obiezioni. Forse è il caso che mi faccia spiegare dal collega Buscaglia quali prerogative bisogna avere per farsi ascoltare e accontentare così prontamente dall’Amministrazione Comunale.
Poi, è vero che ci siamo incontrati l’assessore Brichetto, il dirigente Buscaglia e io. Era dai tempi dell’amministrazione Cassullo che non sentivo questa amenità di un rappresentante del popolo che convoca un funzionario dello Stato. Diciamo che abbiamo fatto un briefing, presenti anche la signora Barusso, il geometra Casanova, la mia DSGA Massone e il mio 2° collaboratore prof. Carpenè.
Purtroppo, esito zero: l’assessore Brichetto si è rifiutata di riconoscere che la delibera fatta non è rispettosa delle leggi dello Stato e si è rifiutata di revocarla. Inoltre, a tutt’oggi non abbiamo ricevuto risposta scritta dall’amministrazione comunale né io né il presidente del Consiglio di Istituto alle nostre obiezioni scritte sulla suddetta delibera.
Spero sia palese che questo mio intervento non vuole creare vespai, ma è un modo, fra i tanti che adotto, di rendere omaggio alla trasparenza e alla correttezza e di dichiararmi comunque disponibile al confronto e alla collaborazione nel superiore interesse dell’istituzione scolastica che rappresento legalmente”.
La dirigente scolastica Carmen Vetrone














