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Sanità | 08 maggio 2016, 07:00

Assicurazioni, Fondi Integrativi e Convenzioni in Odontoiatria: convengono davvero? Breve guida tra i 'terzi paganti'

Quando scegliete come e da chi farvi curare vi invito a fare queste due riflessioni prima di farvi tentare da proposte “sensazionali” di qualche pubblicità

Assicurazioni, Fondi Integrativi e Convenzioni in Odontoiatria: convengono davvero? Breve guida tra i 'terzi paganti'

Cari Lettori, molti di voi, per motivi lavorativi o personali, avranno sentito parlare di polizze sanitarie, mutue, fondi integrativi, convenzioni finalizzate a coprire le spese sostenute per terapie odontoiatriche.

Quello che molti si chiedono è: questo tipo di assistenza è conveniente per il paziente?

La risposta giusta è: dipende dai casi. Di seguito cercherò di spiegarmi meglio:

dividiamo intanto le tipologie:

  • Convenzioni: vengono solitamente stipulate da aziende, categorie professionali, sindacati ecc. Consistono in un accordo nel quale, a fronte di una promozione della struttura convenzionata tra i beneficiari, il dentista convenzionato concede l’accesso ad un tariffario più vantaggioso rispetto a quello riservato al pubblico.

L’ accordo può essere vantaggioso per entrambe le parti.

  • Mutue interne: si tratta solitamente di benefìci fruibili da lavoratori di una certa azienda, che contribuiscono al finanziamento della cassa mutua con versamenti periodici, talvolta integrati, per contratto, dall’azienda stessa. Le mutue, normalmente, agiscono offrendo ai propri iscritti (secondo un tariffario dedicato) un contributo a copertura parziale delle spese sostenute per effettuare le cure. L’assistito è libero di rivolgersi a qualsiasi professionista abilitato di sua fiducia e viene poi risarcito presentando i documenti fiscali comprovanti il pagamento.

Sono vantaggiose per l’assistito e non sono onerose per il professionista, se non per un maggior carico burocratico necessario alla compilazione dei moduli necessari all’assistito per ottenere il rimborso.

  • Fondi integrativi: funzionano un po’ come le mutue interne ma sono, solitamente, destinati a particolari categorie (ad esempio i dirigenti d’azienda sono sovente beneficiari del F.A.S.I., Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa).

Alcuni di questi fondi (il F.A.S.I. ad esempio) danno libertà al proprio assistito di scegliere liberamente il dentista da cui farsi curare, offrendo poi un rimborso sulle prestazioni effettuate e pagate. I fondi integrativi hanno normalmente anche una rete di dentisti convenzionati in forma “diretta” per cui il paziente paga solo la cifra eccedente il tariffario concordato tra dentista e fondo e quest’ultimo paga la quota a suo carico direttamente al dentista.

Sono vantaggiose sia per l’iscritto (che vede ridotta la quota di spese a proprio carico) sia per il dentista (che decide le proprie tariffe senza condizionamenti troppo penalizzanti, se non farsi carico della burocrazia necessaria).

  • Le polizze sanitarie: si tratta di prodotti assicurativi che consentono, a fronte del pagamento di un premio (da parte del beneficiario o dell’azienda per cui lavora, a titolo di benefit), di poter fruire di determinate terapie, entro un massimale annuo e potendosi rivolgere solo a un certo gruppo di dentisti convenzionati, cui viene imposto un tariffario stabilito dalla compagnia assicurativa (sovente estremamente penalizzante per il professionista).

Possono sembrare convenienti per l’assistito che, a fronte di un premio annuale contenuto (sovente sostenuto dall’azienda per cui lavora) può ricevere un certo numero di cure dentistiche senza dover sborsare ulteriore danaro. In realtà nascondono diversi svantaggi:

1.      Il paziente non può decidere liberamente il dentista cui rivolgersi, ma è costretto a scegliere all’interno di un elenco di dentisti convenzionati

2.      I dentisti convenzionati sono quelli che accettano il tariffario imposto dalla compagnia assicurativa, quasi sempre molto penalizzante, per cui i professionisti di maggior successo (e reputazione), che lavorano senza difficoltà “a tariffa piena”, potrebbero non far parte dell’elenco.

3.      I tariffari prevedono tariffe più “generose” per certe terapie (per solito le più “aggressive”) rispetto ad altre (quelle più conservative, cioè mirate a mantenere il dente naturale). Questo potrebbe portare il dentista ad effettuare, anche inconsciamente, scelte terapeutiche non esclusivamente orientate dal bene del paziente.

4.      Contrariamente alle mutue interne e ai fondi integrativi, le polizze sanitarie sono gestite da soggetti avente un fine di lucro (da qualcuno, anziché “terzo pagante”, sono stati definiti “terzo lucrante”); per perseguire il loro fine devono incassare con i premi assicurativi più di quanto spendono per pagare le cure degli assicurati. Mentre un incidente o un furto è un “rischio calcolato” per una assicurazione, la necessità di cure odontoiatriche da parte dell’assicurato è pressochè una certezza, quindi il “lucro” viene ottenuto praticamente con un lavoro di intermediario. Questo significa che i margini economici per il dentista si riducono fortemente e, per mantenere un margine di profitto, dovrà modificare la prestazione (di solito riducendo i tempi operativi); questo, quasi certamente, andrà a discapito della qualità della cura (e quindi della sua durata).

 

A completamento di quanto detto vorrei aggiungere due riflessioni:

  • è importante capire che, quando si sceglie di acquistare un bene o un servizio, può succedere di pagare un prezzo superiore al valore di ciò che si acquista ma, salvo episodi particolari (ad esempio un lotto di merce sottocosto per pubblicizzare l’apertura di un nuovo supermercato) non si acquisterà mai qualcosa che costi di meno di quanto vale. Quindi con una spesa contenuta si potrà acquistare un bene o un servizio di quel valore (o di valore inferiore).
  • La salute (compresa quella della bocca) non è un bene di consumo che può essere sostituito facilmente con uno nuovo, come un telefonino o uno scooter.

Quando scegliete come e da chi farvi curare vi invito a fare queste due riflessioni prima di farvi tentare da proposte “sensazionali” di qualche pubblicità.

 

Buona domenica a tutti

dott. Attilio Venerucci

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