Approvata stamane in consiglio regionale la delibera di programmazione sul trasporto pubblico locale. Il calcolo ragionieristico prevale su qualsiasi ipotesi di miglioramento del servizio. «Un provvedimento inadeguato perché non raccoglie altre sfide se non quelle economiche: bilancio, tariffe e controlli sulla bigliettazione. Gli aspetti economici prevalgono su tutto: non è così che si fa programmazione su un capitolo così importante – dichiarano i consiglieri di Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria Gianni Pastorino e Francesco Battistini, che hanno espresso voto contrario -. Il parco mezzi è obsoleto, con autobus che perdono pezzi o rischiano l’incendio durante le corse mettendo a rischio la sicurezza stradale e la salute di conducenti e passeggeri. Tante volte le sigle sindacali hanno sollevato la questione, ma sono state tacciate di terrorismo. E anche oggi dalla giunta Toti nessuna risposta su questo versante».
«Dovremmo puntare su mezzi ecologici e a basso impatto ambientale; e dovremmo stimolare la cittadinanza all’uso del TPL: ma come si fa? Migliorando il servizio. Renderlo più capillare, introdurre una tariffazione più equa e progressiva che guardi alle fasce più deboli e alle loro esigenze, investire sulle infrastrutture e sull’integrazione ferro-gomma, eliminare le barriere architettoniche per agevolare l’autonomia degli utenti disabili. Tutte sfide che il centrodestra si guarda bene dall’affrontare – puntualizza Battistini -. Equità sbrigativamente archiviata, qui si parla solo di bilancio. Si fanno tornare i conti in qualche modo, ma il ragionamento sui fabbisogni del cittadino resta platealmente ai margini».
Le previsioni indicano che i disagi peggiori si registreranno nell’area del genovesato. «Il provvedimento penalizza pesantemente il tratto genovese, con un taglio sulle corse per 9 milioni di chilometri sullo storico e 770.000 annui. Non solo: la giunta prevede un abbassamento della soglia dei servizi minimi garantiti, che passerà al 67% al 64%. In una città che vive gravi difficoltà logistiche, come Genova, sono aspetti che produrranno disagi gravi e diffusi - commenta Pastorino -. Da un altro punto di vista: una mela avvelenata per Bucci, pensata in verità per la giunta precedente ma attuata col centrodestra ora al governo della città. Prevediamo che il neosindaco dovrà misurarsi in un conflitto con AMT e i suoi dipendenti».














