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Cronaca | 15 gennaio 2019, 15:40

Sentenza Boldrini/Camiciottoli: il sindaco di Pontinvrea condannato al pagamento di 20mila euro di multa, l'ex presidente della Camera: "Dedico la sentenza a mia figlia e a tutte le donne" (FOTO e VIDEO)

Questa la decisione del giudice per il processo che vedeva imputato il primo cittadino dopo la denuncia per diffamazione dell'ex presidente della Camera a seguito di un post su Facebook. Camiciottoli farà ricorso in appello: "Non le chiedo scusa e non le darò un centesimo".

Sentenza Boldrini/Camiciottoli: il sindaco di Pontinvrea condannato al pagamento di 20mila euro di multa, l'ex presidente della Camera: "Dedico la sentenza a mia figlia e a tutte le donne" (FOTO e VIDEO)

Il sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli è stato condannato al pagamento di 20mila euro di multa e 20mila euro per risarcimento danni a Laura Boldrini, con la sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento del danno entro un mese dal passaggio in giudicato della sentenza.  

Questa la decisione del giudice Emilio Fois in Tribunale a Savona, per il processo che ha visto come imputato il primo cittadino a seguito della denuncia per diffamazione presentata dalla ex presidente della Camera. 

L'onorevole era stata tirata in ballo, attraverso un post su Facebook del settembre 2017, da Camiciottoli, su un argomento alquanto delicato, la vicenda dello stupro di Rimini (avvenuto in quel periodo) che aveva visto l'arresto di quattro persone di origine africana: "Potremmo dare gli arresti domiciliari degli stupratori di Rimini a casa della Boldrini, magari gli mettono il sorriso… Che ne pensate?".

Il primo cittadino, inoltre, dovrà versare 100 euro a favore di ciascuna delle cinque associazioni che si sono costituite parte civile oltre al pagamento delle spese processuali che è pari a 3.500 euro per l’ex presidente della Camera e a 1.980 euro per ciascuna parte civile. 

 

"Siamo soddisfatte, dedico la sentenza a mia figlia che non dovrà mai smettere di credere nella giustizia e a tutte le figlie d'Italia che devono sapere che in questo Paese c'è una giustizia che non consente l'umiliazione delle donne. Mi auguro che arrivi il messaggio di alzare la testa, denunciare e non abbassarla mai" spiega soddisfatta subito dopo la sentenza Laura Boldrini.

"Non chiedo scusa alla Boldrini - spiega Matteo Camiciottoli - era un attacco politico non un incitamento allo stupro, devo rendere conto alla mia coscienza, il giudice ha emesso una sentenza buona ma ci appelleremo siamo convinti di non dovere un centesimo a lei e alle associazioni. La mia era solamente una aspra critica politica, a una politica che è stata rinnegata probabilmente per un interesse di consensi ma che credo che qualunque italiano sappia che è sempre stata portata avanti dall'Onorevole".

La richiesta del Pm Venturi, delle parti civili e le parole della difesa durante il Processo:

"Questo non è un processo politico, non stiamo discutendo di una istigazione a delinquere ma di una diffamazione aggravata, si tratta di una pubblicazione fatta su Facebook e di un attacco al presidente della Camera. Cosa significa offendere la reputazione? Significa offendere l'onore e il decoro di una persona". Il Pubblico Ministero Chiara Venturi aveva richiesto la condanna del primo cittadino a 8 mesi di reclusione con l'aggravante dell'attacco alla terza carica dello Stato e il fatto di essere un primo cittadino.

"Il violentatore è il soggetto, la donna è oggetto di stupro, una donna qualsiasi, questa frase è assolutamente lesiva della donna offesa, ti insulto, ti irrido e non vali nulla, questo il senso. Il pensiero dell'onorevole Laura Boldrini, sull'immigrazione, non è oggetto della discussione" continua il PM Venturi.

"Sulla contesa politica, ognuno può esprimere quella che pensa nei limiti della continenza, non si può arrivare però sull'invettiva personale dice la Cassazione" ha concluso il Pubblico Ministero.

Risarcimento delle spese processuali e indennizzi di diverse entità (dai 15 ai 20mila euro), le richieste invece delle associazioni Unione Donne Italiane (avvocato Barbara Pasquali), l’Associazione Donne contro la Violenza, l’Associazione Differenza Donna, l’Associazione “Se non ora quando”, l’Associazione Nazionale Donne in Rete e il Centro per non subire violenza Onlus, che si aggiungono alla condanna già esposta dalla Pm.

"E' un processo in cui si è parlato solo di politica, di immigrazione, di violenza di genere, quando sento parlare di questo ho un sussulto, se ne parla in generale, è grave verso uomini e donne - ha dichiarato nella sua arringa difensiva l'avvocato Marco Mori - Si è parlato di sesso, stupro, violenza, ma il Pm non lo ha esposto e si è limitato a valutare che questa situazione potesse darle piacere. La frase è stata reiterata, non è un invito allo stupro ma si è poi rivelata una campagna politica di Laura Boldrini. Se le avessimo augurato lo stupro potremo parlare di accusa per associazione a delinquere. Chiedo l'assoluzione".

 

Luciano Parodi

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