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Attualità | 10 dicembre 2019, 10:22

Sfide del ciclismo, Samuele Manfredi: la grinta di ricominciare dopo l'incidente

Entusiasmo e voglia di continuare a stupire nelle parole del giovane corridore loanese impegnato nel percorso di riabilitazione: "È un'ardua salita, ma vediamo la cima"

Sfide del ciclismo, Samuele Manfredi: la grinta di ricominciare dopo l'incidente

"È un'ardua salita, ma vediamo la cima". Non poteva davvero essere più chiaro di cosi Samuele Manfredi nel descrivere la personalissima corsa che sta vivendo ormai da un anno. Era infatti il 10 dicembre 2018 quando un brutto incidente si è palesato sul percorso di uno dei talenti più nitidi del ciclismo italiano, lo stesso ciclismo che sin da quel maledetto giorno non ha mai smesso di far sentire la propria vicinanza ad uno dei suoi atleti prediletti: "Una vicinanza che avverto anche grazie alla partecipazione a diversi eventi a cui mi stanno chiamando e che mi sta aiutando molto" la conferma di Samuele, che abbiamo avuto il piacere di sentire telefonicamente.

Una contiguità che sottolinea una volta di più come il mondo delle corse in bici, quello degli atleti ma anche degli addetti ai lavori (e noi possiamo confermarlo), senta la mancanza di questo ragazzo dal sorriso contagioso: "Vi ringrazio per questo" il riconoscente pensiero del giovane, attualmente impegnato nella riabilitazione presso il Centro del Risveglio di Cona (Ferrara), che nei giorni scorsi ha presenziato al "Galà del Ciclismo" di Ovada dove gli è stata conferito il riconoscimento simbolo della kermesse: la Coppa di Legno.

"Ho partecipato a questo evento organizzato da Fabrizio Tacchino e quando posso cerco di seguire le varie corse, ma qui gli impegni sono tanti: spesso le dirette della gare concidono con gli orari del lavoro in palestra - ha spiegato ai nostri microfoni Manfredi, con il quale abbiamo scambiato anche qualche impressione sui protagonisti delle due ruote -  tifo soprattutto per la mia squadra (la Groupama FDJ ndr). Nibali? Un punto di riferimento, il migliore degli italiani. Sagan? Il mio idolo, l'ho incontrato sul palco alla premiazione della Gand-Wevelgem Juniores: un momento indimenticabile per tanti motivi".

Non manca certo l'entusiasmo nelle parole di Samuele, che oltre a quello non nasconde la grinta e la voglia di stupire da sempre marchi di fabbrica delle sue imprese in sella: dalla Gran Fondo Cassani vinta dopo una fuga solitaria di quasi 90 km, alla sopra citata grande classica belga in versione giovanile fino all’argento agli Europei su pista juniores nell’inseguimento a squadre e alla medaglia d’oro su pista nell’inseguimento individuale sempre nella rassegna continentale giovanile. E se gli si consiglia di "impostare" un rapporto agile per proseguire nel recupero senza forzare, la risposta è netta: "Mai il rapporto agile, sempre il padellone..." 

D'altronde talenti si nasce e non si smetterà mai di esserlo. Non solo nello sport, ma anche nella vita. E soprattutto di fronte alle difficoltà. 

Roberto Vassallo

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