/ Sanità

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Sanità | 26 febbraio 2020, 09:17

Coronavirus: l'infettivologo Matteo Bassetti fa il punto: "Francia e Germania dovrebbero pensare a casa loro invece di metterci in quarantena"

Il direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova conferma che in Cina il virus è in calo e che la situazione in Italia si evolverà in due settimane

Coronavirus: l'infettivologo Matteo Bassetti fa il punto: "Francia e Germania dovrebbero pensare a casa loro invece di metterci in quarantena"

“Gira un audio su Whatsapp che su mail, dove mi vengono attribuite affermazioni che non ho mai fatto”. Lo ha dichiarato ieri sera Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova, parlando del Coronavirus e di alcune accuse a lui rivolte.

“Nell’audio – prosegue - si dice che il virus è molto più blando di quanto sia, che si cura con le vitamine ed altro. Per questo è stata fatta una denuncia alla Polizia Postale e, questa sera nel corso della trasmissione ‘Chi l’ha visto’ andrà in onda una mia intervista, con una smentita totale”.

La malattia è reale ma non ci si deve far prendere dal panico: “E’ una malattia infettiva come tante altre e non bisogna fare allarmismo. Non si tratta della peste o di Ebola ma è una malattia infettiva che affronteremo e cureremo al meglio”. E’ un virus con cui abitarci a convivere ma quando si normalizzerà la situazione: “I dati che ci arrivano mi danno ragione perché più lo cerchi e più lo trovi. Continuare a cercarlo fa bene ma arriveremo ad un punto nel quale dovremo conviverci. L’anno prossimo, quando ci sarà la stagione influenzale ed andremo dei microrganismi nelle vie respiratorie, troveremo anche il Coronavirus”.

Passando alla prima paziente in Liguria affetta, come sta andando? Al momento non è trattata con nessun farmaco anche se, al San Martino, ci siamo attrezzati con una serie di farmaci non approvati per il Coronavirus ma per Hiv e Malaria. Ieri sera ne abbiamo ordinato uno che è in sperimentazione per l’Ebola e che è stato utilizzato allo ‘Spallanzani’. Riteniamo però che la donna, al momento, non è in condizioni critiche e non necessita di nessun trattamento. La donna ha avuto febbre fino a 38, con similitudini all’influenza normale e la tosse. Lei è nonna di 6 nipoti e l’ha presa bene. L’abbiamo tranquillizzata e le abbiamo confermato che guarirà senza problemi anche se dovrà armarsi di tanta pazienza per restare ricoverata in ospedale”.

Come è la situazione del virus in Italia e nel Mondo? “I dati che ci arrivano dalla Cina ci dicono che stanno decrementando i casi e le persone guarite sono più di quelli nuovi. I cinesi possono dire di aver contenuto l’epidemia ed ora si andrà verso una diminuzione. Nelle prossime 4 o 5 settimane il virus si potrà dire contenuto”.

Bassetti non le manda a dire ai paesi europei che stanno ‘appestando’ l’Italia, consigliando di non venire nel nostro paese: “Penso che più se ne cercano e più se ne trovano. Chi dice che chi arriva dall’Italia deve fare i controlli, che vadano a cercarli anche loro anziché mettere in quarantena l’Italia. Ne sono certo soprattutto per Francia e Germania perché non posso pensare che, paesi che avevano 20/25 voli al giorno da e per la Cina, abbiano solo 11 e 16 casi. Non ci credo”.

Perché questa differenza tra Nord e Sud nel nostro paese?E’ legata al fatto della diagnostica. Noi siamo stati il primo centro italiano ad avere a disposizione il test”.

Per quanto riguarda le ‘zone rosse’ ci si chiede quanto tempo ci vorrà perché i cittadini che non hanno contratto l’infezione possano avere la libertà di muoversi liberamente: “Penso ci vogliano almeno un paio di settimane, che fanno da spartiacque. Bisognerà vedere come si evolve la situazione con eventuali nuovi casi e poi si potrà prendere una decisione”.

Sulla decisione della chiusura delle scuole e le partite a porte chiuse cosa pensa? “Io faccio il medico e le decisioni le prendono altri, anche se penso che la partita a porte chiuse può essere una soluzione. L’ambiente aperto può favorire meno il virus ma dobbiamo sottolineare che il sistema iniziale preso dal Governo non ha funzionato. Mi pare evidente perché abbiamo stoppato i voli e misurato la temperatura, due misure che non sono servite a niente”. 

Redazione

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium