/ Attualità

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Attualità | 09 aprile 2020, 21:30

Coronavirus, l'USB dei Vigili del Fuoco scrive al Prefetto Cananà: "Nessuna forma di monitoraggio della nostra salute"

"Non ci vengono effettuati i tamponi preventivamente, e quindi non stiamo monitorando il problema: potremmo essere proprio noi il veicolo del virus"

Coronavirus, l'USB dei Vigili del Fuoco scrive al Prefetto Cananà: "Nessuna forma di monitoraggio della nostra salute"

"Le dichiarazioni a seguire ci vedono estremamente rammaricati, in difficoltà nel raccontare ed affrontare la situazione oramai cronica e incancrenita della realtà dei Vigili del Fuoco: Savonesi, Liguri e Italiani". Si apre così la lettera firmata dall'Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco indirizzata al dottor Antonio Cananà. Prefetto di Savona.

"A carattere Nazionale, attraverso il Capo del Corpo, come O.S. abbiamo dato parere positivo per supportare in caso di necessità la cittadinanza per problematiche legate alla disastrosa pandemia invisibile del coronavirus - proseguono dall'USB - Probabilmente il travaglio, nello scrivere questa lettera è legata al fatto che realmente chi piange per le politiche scellerate a partire dall’ultimo ventennio, nel settore pubblico, di cui anche noi facciamo parte, sono i cittadini, sono gli ultimi, sono le persone fragili, anziani compresi. Noi con la presente ci dissociamo al coinvolgimento di eventuali interventi che sconfinano le ordinarie competenze del Corpo Nazionale, per il semplice motivo, che aiutare voi, attraverso la richiesta dei sindaci, ci vede esporre in prima linea come carne da macello".

"Il diniego nasce dal fatto che non si ha nessuna forma di monitoraggio della salute dei vigili del fuoco e pertanto potremmo essere proprio noi il veicolo del virus - continuano dall'organizzazione sindacale - Non ci vengono effettuati i tamponi preventivamente, e quindi non stiamo monitorando il problema: i nostri dirigenti vorrebbero che navigassimo a vista, ma il sindacato ha il prioritario compito di tutelare i lavoratori, affinché portino a termine gli interventi con qualità e in sicurezza, ma sopratutto la sera possano tornare a casa sani in modo da godersi le proprie famiglie, i propri cari, gli stessi che poi in caso di necessità intasano gli ospedali. Non facciamo una denuncia a cuor leggero, ma la situazione non è più sostenibile".

"Gli organici sempre al minimo gravano sui riposi, la formazione anche legata ai nuovi rischi è praticamente inesistente o quantomeno lasciata al caso, le zone di decontaminazione le abbiamo viste solo nei film di hollywood, le mascherine di protezione delle vie respiratorie praticamente assenti e/o vietato l’uso in servizio, le pulizie delle sedi alla stregua dei paesi sottosviluppati, il servizio mensa scadente, mentre proprio in questi giorni è iniziato un processo di smantellamento del diritto al pasto. Si, perché visto che l’amministrazione non è in grado di garantire un buon servizio, getta la spugna non occupandosi della fornitura del pasto, ma demanda tramite i buoni pasto l’autogestione, svincolandosi così dagli obblighi in capo al datore di lavoro. La sede portuale sprovvista di uomini e mezzi idonei ancor più visto il recente arrivo di gigantesche navi al porto di Savona alimentate a Gas e pertanto ad elevatissimo rischio intrinseco" aggiungono ancora dall'USB.

"Il Distaccamento di Varazze è assemblato ancora in dei container, le sedi sono normalmente sprovviste di manutenzioni e la maggior parte oltre a non essere antisismiche, non sono funzionali alle nuove esigenze VF - sottolineano dal sindacato - Della nuova sede di Albenga ancora niente, nonostante l’attuale presenti preoccupanti lesioni strutturali e durante le piogge si allaghi. Serve personale per far funzionare tutta la macchina, perché non sappiamo se è oramai chiaro a tutti, ma le strutture senza manutenzioni danno solo una garanzia,danno solo una certezza: quella che improvvisamente crollano. Si potrebbero, vista l’emergenza assumere in deroga i tantissimi precari attualmente in attesa di apposito concorso, in quanto trattasi di personale già formato: tale azione darebbe un grande respiro al corpo nazionale. Ebbene, che cosa fa l’amministrazione d’avanti a tutto ciò? Sta a guardare, appare timida nel prendere posizioni garantiste verso i lavoratori e nel chiedere economie dedicate, per riuscire a dare una risposta alla cittadinanza che deve nella normalità essere di qualità".

"Il nostro è un lavoro atipico, quando si ha bisogno di noi, la macchina deve essere ben oliata, pronta a partire, diversamente il meccanismo si inceppa, o qualcuno si fa male, altri muoiono. Non possiamo più permetterlo, pena il fallimento della nazione: auspichiamo che ciò che stiamo vivendo in questo paese ma anche in Europa possa farci riflettere su cosa vuol dire avere un servizio pubblico sufficiente che deve essere in grado di garantire i diritti dovuti ai cittadini, che allo stesso tempo sono contribuenti. Il vostro immobilismo creerà solo malesseri e disordini sociali: dovete intervenire!" concludono infine dall'Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco.

Comunicato Stampa

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium