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Attualità | 09 aprile 2020, 11:36

Emergenza Coronavirus anche per i giornalisti: intervista a Tommaso Fregatti, presidente del Gruppo Cronisti della Liguria

Il punto della situazione sul nostro settore

Emergenza Coronavirus anche per i giornalisti: intervista a Tommaso Fregatti, presidente del Gruppo Cronisti della Liguria

In questo difficile momento anche per i giornalisti della nostra regione, abbiamo intervistato Tommaso Fregatti, presidente del Gruppo Cronisti della Liguria.

Recentemente il Garante per la protezione dei dati personali ha ricevuto numerose segnalazioni e reclami con i quali viene lamentata, da parte dei familiari, la diffusione sui social e sugli organi di stampa di dati personali eccessivi. Come si può conciliare un’informazione efficace sullo stato dell’epidemia con le regole deontologiche della privacy imposte dall'Ordine dei Giornalisti? “Preferisco ovviamente commentare la realtà ligure che conosco meglio. Non credo che nessuno dei colleghi si sia azzardato a violare le regole in un momento del genere. Le regole deontologiche parlano chiaro. E devono essere seguite. Certo, capiamo il momento eccezionale dell’evento in cui alcune volte il diritto di cronaca può portare ad una violazione della privacy, ma la deontologia non deve assolutamente mai essere persa di vista. E su questo aspetto non può esistere alcuna conciliazione. Comunque c’è l’Ordine dei Giornalisti Liguri che lavora molto bene su questo fronte. Vigila e sanziona chi non rispetta le regole e viola il codice deontologico”.

L'emergenza Coronavirus ha messo ancor più in evidenza il ruolo strategico dell'informazione, lei pensa che sia arrivato il momento per un piano di aiuti economici urgenti all'editoria da parte del governo? “Come essere contrario ad un aiuto ad un settore in crisi come il nostro? Serve un intervento concreto nei confronti di chi fa informazione corretta e di qualità. Una situazione del genere ha messo in evidenza l’importanza dell’informazione. Abbiamo assistito ad una marea di fake news che hanno creato danni incalcolabili. Non esiste. Va premiato chi realizza prodotti di alta professionalità con giornalisti capaci e iscritti all’albo”.

Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, nel corso di una videoconferenza con la Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj), ha chiesto all'Unione Europea di vigilare su quanto sta accadendo in Ungheria, dopo che il Parlamento di Budapest ha votato pieni poteri per il premier, per combattere l’emergenza Coronavirus. Nelle nuove disposizioni c'è anche la possibilità di imporre pene detentive fino a 5 anni per la diffusione di notizie false. Qual è la sua opinione al riguardo? “Mi associo a quanto chiesto dal segretario della Fnsi Raffeale Lorusso che ha rilanciato l’allarme della federazione internazionale della Stampa (Ifj). Occorre che la Comunità Europa vigili su quanto sta accadendo in Ungheria e sulle pene detentive che il premier Orban vuole infliggere nei confronti dei giornalisti per limitare il diritto di cronaca”.

Purtroppo questa terribile pestilenza ha portato via un nostro validissimo collega, Paolo Micai, qual è il suo ricordo di lui? Che cosa ci ha lasciato? “Paolino, come lo chiamavano tutti, lo avevo sentito quindici giorni prima che ci lasciasse. Lo avevo chiamato dopo aver saputo del contagio. Aveva rassicurato tutti. Purtroppo ha perso la sua battaglia. Era un collega valido, sempre sul pezzo, cortese e disponibile. Di lui ci portiamo dietro il bellissimo timelapse sulla demolizione, prima, di quello che restava del Morandi e, poi, la ricostruzione del nuovo ponte. Era un maestro, ci mancherà”

Redazione

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