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Al direttore | 11 maggio 2020, 12:31

L'Associazione di Studi Storici "Giovanni Giolitti": "Piemonte e Liguria da due secoli un tutt'uno: si riaprano i confini"

"Occorre ripristinare la libertà di circolazione, garantita dalla Costituzione, almeno tra regioni confinanti"

L'Associazione di Studi Storici "Giovanni Giolitti": "Piemonte e Liguria da due secoli un tutt'uno: si riaprano i confini"

Imparare dalla storia e tornare a migliorare i collegamenti tra Liguria e Piemonte, riaprendo anche i confini nell'ottica di un legame che tiene unite le due regioni da oltre due secoli. E' questo l'invito ai governatori che promuove l'Associazione di Studi Storici "Giovanni Giolitti".

"Se non concorrono a migliorare il presente, gli studi storici sono un perditempo.

Perciò l'Associazione di Studi Storici intitolata al massimo statista italiano, qual fu Giovanni Giolitti, interviene sulle gravi ripercussioni dell'emergenza sanitaria sul tessuto sociale ed economico del Paese.

Per il “rilancio” del Paese l'ASSGG indica due priorità assolute, a costo zero per l'erario e a vantaggio dei cittadini.

Anzitutto occorre ripristinare subito la libertà di circolazione, garantita dalla Costituzione, almeno tra regioni confinanti.

E' irrazionale e pertanto inaccettabile che un residente in Piemonte possa andare da Ormea a Domodossola (322 km:  circa 3 ore e mezzo di buon trotto) ma non possa svalicare il Nava e scendere su Imperia, mentre un ligure può andare da Ventimiglia a La Spezia (267 km e 3 ore e mezza al volante)  ma non andare in mezz'ora da Genova a Ovada.

Da due secoli Piemonte e Liguria sono tutt'uno. I rispettivi amministratori (regioni, province, comuni) premano inoltre sul Governo affinché venga seriamente migliorata e messa in sicurezza la rete ferrostradale, sei mesi fa implosa con ripercussioni negative gravissime per il tessuto produttivo.

In secondo luogo gli amministratori, sempre solleciti nell'imporre tasse, garantiscano subito la libera fruizione delle  case, quali e ovunque esse siano, da parte dei loro proprietari residenti in regioni confinanti, e senza limiti di permanenza. La proprietà di abitazioni è una conquista di libertà e di accelerazione dell'integrazione tra economie regionali; il loro libero utilizzo, garantito dalla Costituzione, non può esser vietato con motivazioni irrazionali che penalizzano pesantemente il turismo, industria primaria del Nord-Ovest d'Italia.

In assenza di misure unitarie a sostegno del loro tessuto sociale ed economico, prima o poi gli abitanti nell'area liguro-piemontese saranno costretti a constatare e che i vertici del governo centrale conoscono e trattano altre terre più e meglio che la loro. Nel frattempo essi si attendono che gli amministratori locali facciano subito il necessario per il vero immediato rilancio delle loro regioni, in specie delle 'Alpi del Mare', i cui confini internazionali e interregionali sono frutto di vicende arcaiche e di un trattato di pace assurdo e vessatorio. L'integrazione del Nord-Ovest d'Italia deve procedere di pari passo con il 'ritorno all'Europa', forse poco sentito a Roma, ma moltissimo nell'area liguro-piemontese".

 

Lettera firmata

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