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Politica | 19 maggio 2020, 13:03

Vaccarezza: "I 5 Stelle erano sei, ma sono rimasti due"

"Nei giorni scorsi abbiamo assistito al definitivo e deflagrante fallimento del M5S, di quello che avrebbe dovuto essere la più grande novità nel panorama politico del nostro territorio"

Vaccarezza: "I 5 Stelle erano sei, ma sono rimasti due"

"Ventiquattrore dopo il nuovo inizio. Ancora qualche incertezza, contiamo su tutti Voi, non abbiamo ancora sconfitto il virus. Insieme però saremo in grado di farlo. Nei giorni scorsi abbiamo assistito al definitivo e deflagrante fallimento di quello che avrebbe dovuto essere la più grande novità nel panorama politico del nostro territorio: i Cinque Stelle non smettono di perdere i pezzi" commenta Angelo Vaccarezza, consigliere regionale di "Cambiamo!"

"L'abbandono di Alice Salvatore e Marco De Ferrari dal gruppo consiliare del partito di Beppe Grillo ha segnato la quarta spaccatura: dopo Francesco Battistini, "migrato" a Linea Condivisa e Gabriele Pisani, passato nelle file di Liguria Popolare. Al di là della stima che nutro nei confronti dei colleghi con i quali, pur non avendo certamente la medesima idea politica ho comunque condiviso in sede di Consiglio Regionale alcuni progetti, è evidente il fallimento di quel percorso che li ha visti iniziare uniti e compatti contro tutto e tutti 5 anni fa".

"Quando sei esponenti di un movimento politico si dividono in quattro gruppi, l'uno contro l'altro armato, e da quel che si capisce si organizzano per sostenere ben tre candidati presidenti diversi alle prossime elezioni, gli interrogativi sorgono sponatei. Ancor più grave se si pensa che tutto questo accade in Liguria, patria del fondatore di quel disegno alternativo che avrebbe dovuto rappresentare il "nuovo". Per quel che mi riguarda, mi vengono in mente tre termini: fallimento, fine, sepoltura" prosegue. 

"Le ricadute di tutto il malcontento (de)generato in scissioni, nuove appartenenze e postmovimento le avremo sotto gli occhi e mi chiedo: cosa resta del Movimento originario, chi fra tutti sarà più rappresentativo dei loro valori?  Non sta certo a me dire chi di più o chi di meno; se siano più autentici gli esponenti del movimento rimasti, legati al simbolo ma distanti dalla mission iniziale, con l'occhio strizzato a quel PD che tanto hanno odiato, o quelli che hanno preso armi e bagagli e hanno spiccato il volo autodichiarandosi l'alternativa a tutto quello che c'era prima, perdendo il marchio per non tradire le motivazioni delle origini, "Né Toti, ne Paita", ricordate?".

"Certo che ormai per qualche novello Enrico IV, per cui Parigi valeva una Messa, forse oggi Piazza De Ferrari può valere qualche sacrificio di ideale. Chissà se gli elettori non li accuseranno di star "Burlando" i vecchi militanti? Prendiamo atto, e staremo a vedere. quale sarà la scelta di chi li ha sostenuti quando erano uniti, se vincerà la forma, o la sostanza.  La sottile differenza, forse, sta proprio nel 'Buonsenso'" conclude Vaccarezza. 

Comunicato stampa

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