Commenta in una nota la Segreteria Generale Provinciale di Cgil Savona: "Alla luce della scellerata scelta da parte della Regione Liguria di Privatizzare parte della Sanità pubblica Ligure , soprattutto nelle Province di Imperia e Savona - interessando gli Ospedali di Bordighera, Albenga e Cairo Montenotte – CGIL CISL UIL di Savona preoccupate dello stato di degrado in cui si trovano le strutture che insistono sulla nostra Provincia, perché depotenziati in questi anni in attesa del privato , e alle tante troppe denunce inascoltate fatte ai tavoli regionali e locali, nelle settimane scorse avevano richiesto 2 incontri ai distretti socio sanitari dei territori interessati (Val Bormida e Albenganese) a tutti i sindaci e Consiglieri Comunali dei Comini che compongono i 2 distretti (circa 40).
Richiesta di incontro che ha come obbiettivo quello di coinvolgere tutta la politica e gli amministratori locali sui temi legati alla Sanità – Ospedali , rete territoriale , etc etc – partendo da un monitoraggio della situazione attuale, gli impegni dell’amministrazione Regionale ancora disattesi in termini di investimenti in personale , strutture e strumentazione e soprattutto per condividere linee guida comuni per salvaguardare la salute di tutti i cittadini e il ripristino e il funzionamento degli ospedali fondamentali per due territori molto provati anche dalla crisi socio- economica degli ultimi anni. Incontri costruttivi.
Il distretto socio sanitario albenganese ha fissato l’incontro per giovedì 27 agosto alle ore 18.00, mentre constatiamo che il distretto valbormidese non ha ancora preso in considerazione la nostra richiesta – non avendo ancora ricevuto nessuna risposta ufficiale in merito, se non di alcuni Sindaci che si rendono disponibili ad effettuare la riunione perché preoccupati – non ha calendarizzato nessuna riunione, ma soprattutto insiste nel strumentalizzare politicamente richiesta legittima di Cgil Cisl Uil".
“Lo diciamo ancora una volta e in maniera molto chiara , alle Organizzazioni sindacali savonesi – che rappresentano insieme migliaia di cittadini che vivono nella nostra Provincia – interessa il buon funzionamento della sanità e un nuovo modello che non può e non deve essere quello messo in campo fino ad oggi da chi ha la responsabilità politica regionale per farlo. Insisto nel dire che la cosa pubblica se non funziona non è per difetti strutturali del pubblico ma per la gestione di incompetenti. La soluzione non è privatizzare – semmai ci riuscissero , visto che fino ad oggi neppure quello sono stati in grado di fare – ma affidare il pubblico a competenti. Perché, altrimenti, non crolla la sanità regionale – come confermato dalla corte dei conti poche settimane fa – ma crolla il Paese".














