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Attualità | 19 ottobre 2020, 18:00

I sindaci di Alassio e Albenga non chiuderanno le piazze cittadine

Galtieri: "Comportamento 'ponziopilatesco' del Governo". Balzola (Assoristobar): "Roma non lasci sole adesso le attività economiche in difficoltà". Tomatis: "Sindaco deve assumersi responsabilità ma al tempo stesso non sia lasciato solo"

I sindaci di Alassio e Albenga non chiuderanno le piazze cittadine

Del Decreto presentato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte nella serata di ieri, 18 ottobre, si è parlato soprattutto di un punto: quello che vede a carico del primo cittadino l’incombenza di decidere se chiudere o meno le zone di maggior “movida”, per minimizzare gli assembramenti. Gesto di fiducia verso il cosiddetto “partito dei sindaci”, sempre più coeso a livello nazionale ben oltre le bandiere di schieramento, o dimostrazione di incertezza nel gestire la situazione? I commenti che si sono sollevati in ambito politico prendono in esame ambedue le ipotesi.

Nell’estremo Ponente Savonese, nello specifico, com’è il quadro delle due città numericamente più popolose, cioè Alassio e Albenga?

Sorride sarcastico, il vicesindaco di Alassio Angelo Galtieri, di fronte al nuovo DPCM che delega ai sindaci dei vari comuni la decisione o meno di “blindare” piazze e altri luoghi di passeggio: “Mi sembra proprio che, a fronte di una crescente confusione del governo nel gestire l’emergenza, si scelga la via di una non assunzione di responsabilità. Posso capire che in casi particolari per gravità si possa decidere di applicare qualche misura straordinaria, ma questa palla lanciata ai sindaci in maniera generalizzata mi sembra soltanto una mossa ‘ponziopilatesca’… Insomma: il governo se ne è lavato le mani”.

E se Alassio dovesse tracciare una mappa delle zone da chiudere, quali sarebbero? Risponde Galtieri: “Spero solo che i numeri non mi smentiscano, ma in questo preciso momento siamo una sorta di isola felice a livello nazionale. Abbiamo certamente maturato esperienza con l’ormai famoso primo cluster e ora i numeri ci stanno dando ragione: siamo al di sotto delle medie italiane”.

In questo quadro generale Carlomaria Balzola, presidente di AssoRistoBar Alassio e titolare dell’omonimo locale storico, affacciato proprio su una delle più suggestive piazzette del budello alassino, preferisce affrontare il tema in un’ottica propositiva: “Penso che l’aver dato ampio potere ai sindaci possa essere letto come una forma di dialogo con gli enti. Quindi non solo vincoli, ma confronto, non costrizioni ma sinergie. Perché è di questo che tutti abbiamo bisogno in questo momento: non stiamo giocando a guardie e ladri gli uni contro gli altri, ma dobbiamo andare nella stessa direzione, animati da una volontà comune di tutti gli organi che sono parte in causa a livello nazionale, regionale, locale per debellare il problema al più presto e nel modo migliore”.

Finché il problema non sarà debellato, però, ci sarà da combattere un’altra emergenza: quella economica. Spiega in merito Balzola: “Ora è importante che il governo progetti aiuti concreti per le aziende in difficoltà. La norma della chiusura entro le 24 non è soltanto deleteria ma anche disfunzionale. Ricordiamoci, infatti, che i pubblici esercizi sono i primi controllori di una corretta gestione della situazione. Una città chiusa e morta alle 24 è una città allo sbando. Quindi, anche in questo caso, no a vincoli e sì a costruttive sinergie”.

Ad Albenga al momento l’amministrazione comunale non ha in programma di chiudere particolari zone di transito, ma a seguito delle recenti polemiche sulla “super movida” in piazza delle Erbe, il sindaco Riccardo Tomatis ha annunciato un monitoraggio costante dell’area da parte delle forze dell’ordine. Commenta Tomatis: “ Purtroppo abbiamo costatato che in alcuni casi i cittadini, specie i più giovani forse non si rendono conto della pericolosità del Coronavirus per loro e per i loro genitori e nonni e si comportano con scarso senso civico. Se la situazione non migliorerà, un ulteriore inasprimento delle misure sarà inevitabile, pertanto invito nuovamente tutti a rispettare le normative in vigore ed utilizzare il buonsenso". (leggi QUI )

Ma il fatto che sia il sindaco a decidere, è giusto o meno? Aggiunge ancora il primo cittadino della Città delle Torri: “Credo che assumersi delle responsabilità faccia parte del ruolo di un sindaco. Inoltre non sottovalutiamo il fatto che proprio il sindaco, più di qualsiasi ente al di sopra del suo Comune, conosce il proprio territorio; l’importante è che anche in questo caso il lavoro sia pianificato in modo sinergico e il sindaco non venga lasciato solo nel momento del controllo”.

Alberto Sgarlato

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