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Cronaca | 24 ottobre 2020, 11:50

Sequestro aree discariche Bossarino e Boscaccio a Vado: via all'incidente probatorio davanti al Gip

Verrà effettuato per stabilire eventuali superamenti dei parametri alla presenza dei pm e degli avvocati difensori degli indagati

Sequestro aree discariche Bossarino e Boscaccio a Vado: via all'incidente probatorio davanti al Gip

Martedì prossimo dal Gip Francesco Meloni verrà effettuato l'incidente probatorio per stabilire eventuali superamenti dei parametri dopo il sequestro avvenuto lo scorso lunedì 19 ottobre di alcune aree presenti all'interno delle discariche "Boscaccio" e "Bossarino" a Vado Ligure.

All'incidente probatorio parteciperanno i pm che si occupano dell'indagine, Claudio Martini e Giovanni Battista Ferro e gli avvocati degli indagati.

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona, Nucleo Polizia Economico Finanziaria, avevano eseguito, su delega della Procura della Repubblica di Savona, il sequestro che aveva avuto per oggetto esclusivamente i luoghi presenti all'interno del perimetro delle discariche vadesi, dove sono state eseguite le operazioni di prelievo, campionamento e analisi delle acque sotterranee, nelle vasche e nei pozzi oltre ai locali che vengono utilizzati come “sala macchine” e “sala controllo” delle discariche.

Il provvedimento che ha natura probatoria, sarebbe finalizzato a garantire la genuinità dei prelievi che vengono contestualmente eseguiti all'interno del sito e la correttezza dei risultati delle successive analisi. Il sequestro, essendo limitato ad alcuni siti, non ha inciso sulla operatività e sulla gestione delle attività ordinarie delle discariche, che hanno continuato a funzionare regolarmente.

L’indagine ha per oggetto il reato di disastro ambientale colposo che sarebbe stato commesso da epoca successiva al 2016, iscritto a carico dei legali rappresentanti delle società che gestiscono le discariche. Il procedimento trae origine da accertamenti e sopralluoghi svolti dalla Guardia di Finanza, dall’Arpal e dal consulente tecnico del pubblico ministero all'interno dei siti nel corso dell’estate del 2019.

Dalle indagine, e dalle prime analisi chimiche, era emerso il possibile superamento dei valori di legge autorizzabili e derogabili nelle acque sotterranee e nei pozzi e la conseguente potenziale contaminazione delle acque sotterranee, con possibile pericolo ambientale.

Luciano Parodi

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