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Attualità | 03 dicembre 2020, 21:00

Coronavirus, nuovo Dpcm, il premier Conte: "Non possiamo abbassare la guardia. Natale diverso, ma non meno autentico"

Invita alla prudenza e rimarca il senso di responsabilità il presidente del Consiglio che questa sera ha illustrato il decreto che entrerà in vigore domani. Resta il divieto di mobilità tra le regioni anche in zona gialla: "La strada per uscire dalla pandemia è ancora lunga"

Coronavirus, nuovo Dpcm, il premier Conte: "Non possiamo abbassare la guardia. Natale diverso, ma non meno autentico"

“Stiamo evitando un lockdown generalizzato che sarebbe stato penalizzante. I risultati ci confortano ma non possiamo abbassare la guardia. Sarà un Natale diverso, ma non meno autentico”Invita alla prudenza e rimarca il senso di responsabilità il premier Giuseppe Conte che questa sera ha parlato in diretta alla Nazione per illustrare il nuovo Dpcm che entrerà in vigore domani. Rispetto alle notizie delle ultime ore non ci sono stati stravolgimenti: il Governo per le vacanze di Natale impone rigore per prevenire i contagi da Covid-19.

Prima di entrare nel dettaglio delle misure varate il presidente del Consiglio dei Ministri ha dichiarato che in Italia “l’Rt è allo 0,91 ed inoltre, negli ultimi giorni, sono calati gli accessi al pronto soccorso, i ricoveri e i posti occupati in terapia intensiva. Se ciò continuerà in questa direzione entro Natale tutte le regioni saranno in zona gialla. Si tratta di un risultato significativo e che ci conforta. Ma non possiamo abbassare la guardia, se affrontiamo il Natale con le misure odierne assisteremo inevitabilmente ad un’ impennata di contagi. La strada per uscire dalla pandemia è ancora lunga-sottolinea il premier- permane il rischio della terza ondata a gennaio e potrebbe non essere meno violenta della prima e della seconda”.

Ed è per questo che all’interno dell’Esecutivo è prevalsa la 'linea dura' e quindi le festività natalizie saranno 'blindate'. Sarà quindi vietata la mobilità tra regioni e province autonome, anche se inquadrate come 'zone gialle'. Varranno le solite deroghe: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro alla residenza, domicilio o abitazione. “Ciò non toglie- ha specificato Conte- che si potrà sempre andare ad assistere familiari che ne abbiano necessità”. Una frase che sicuramente dovrà trovare spiegazione nel testo del Dpcm, ma che paventa anche la possibilità di spostarsi in una regione diversa da quella di residenza qualora un familiare versi in condizioni di necessità di assistenza.

Vietato anche raggiungere le seconde case. Per i giorni del 25,26 e 1 gennaio non ci potrà spostare da un comune all’altro. Il coprifuoco rimane dalle 22 alle 5 mentre per il giorno di Capodanno sarà esteso fino alle 7 del mattino. Per chi rientra dall’estero, dal 21 al 6 gennaio, a prescindere da quale sia il paese di provenienza, ci sarà la quarantena obbligatoria che dovrà essere effettuata anche dai turisti in visita nel nostro paese. Restano chiusi, fino all’Epifania, gli impianti sciistici e non si potrà andare in crociera. Dal 6 gennaio, poi, “gli studenti delle scuole superiori torneranno in classe”.

Il premier ha specificato che nel Dpcm non ci saranno disposizioni impositive sul numero delle persone da accogliere in casa propria. “Noi non possiamo entrare nelle case delle persone e imporre delle limitazioni, ma possiamo fare delle forti raccomandazioni”. E quindi il presidente ha pregato gli italiani di “fare pranzi e cenoni solo con i conviventi”. Gli alberghi resteranno poi aperti, ma il 31 sera “non sarà possibile organizzare veglioni e cene”, ma i pasti potranno essere serviti direttamente in camera. “I negozi – ha aggiunto Conte – fino al 6 gennaio potranno restare aperti fino alle 21”. Diverse le misure per i centri commerciali nei quali, durante i giorni festivi, potranno restare aperti supermercati, tabaccherie e farmacie.

Per quanto riguarda bar e ristoranti nelle zone gialle resteranno sempre aperti a pranzo. Nelle regioni arancioni e rosse invece, ammessi solo asporto e consegna a domicilio. 

Il presidente del Consiglio poi ha dichiarato, a proposito della campagna di vaccinazione che il governo sta organizzando per le prossime settimane, che "il vaccino non sarà obbligatorio, siamo per la facoltatività della vaccinazione. C'è un principio di autodeterminazione anche sul piano terapeutico e noi dobbiamo salvaguardarlo fino agli estremi limiti. Io sono per questo approccio". Quindi se la curva dei contagi non lo richiederà "non sarà necessario imporre un trattamento sanitario obbligatorio e cercheremo fino all'ultimo di preservare la facoltatività della vaccinazione".

Angela Panzera

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