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Attualità | 23 dicembre 2020, 23:03

Può sollevare carichi secondo il medico legale, non secondo Asl: lavoratrice ottiene il reintegro

La donna era stata sospesa per 18 mesi senza stipendio dopo una controversia legata a precarie condizioni di salute

Può sollevare carichi secondo il medico legale, non secondo Asl: lavoratrice ottiene il reintegro

Arriva dalla Confederazione Unitaria di Base una storia in cui si intrecciano salute e lavoro, la quale ha auto un lieto fine per la persona coinvolta, una lavoratrice di Coop Liguria.

"Capita che una lavoratrice della COOP Liguria con diversi anni di anzianità, dopo essere stata colpita da una patologia al rachide, venga sottoposta ad una visita medico legale che, accogliendo la descrizione dell’attività lavorativa fornita dall’azienda che nega rischi per la movimentazione manuale dei carichi, si concluda con un giudizio di idoneità al lavoro senza alcuna prescrizione.

Capita che la stessa lavoratrice, dopo alcuni mesi di lavoro, veda precipitare nuovamente la sua situazione di salute e finisca con il dover essere sottoposta ad intervento chirurgico.

Capita che sempre la stessa lavoratrice, al rientro dalla convalescenza, venga sottoposta a nuovo giudizio di idoneità che la ritiene, sempre sulla base del medesimo ragionamento precedente, idonea senza alcuna limitazione.

Capita però che a questo punto la lavoratrice non ci stia più, non accetti di lasciarci definitivamente la salute, o di doversi licenziare, ed impugni il giudizio di fronte all’ASL, che lo modifica definendo precise prescrizioni alla movimentazione di pesi.

Tutto a posto penserete voi? No!

Piuttosto che rispettare il giudizio dell’ASL, come sarebbe stata obbligata a fare, o di contestarne il contenuto in tribunale seguendo la procedura prevista, Coop Liguria decide di sospendere la lavoratrice per 18 mesi senza stipendio, affermando, incredibilmente, di NON avere in alcuno dei suoi super o iper mercati da Arenzano a Ventimiglia, posti disponibili con le caratteristiche imposte dalla Commissione ASL, peraltro minime.

Per fortuna non è stata dello stesso avviso il Giudice del Lavoro di Savona, cui si è rivolta la lavoratrice (assistita dalle avvocatesse del foro di Savona Rita Lasagna e Claudia Campagnoli) la quale, in data 23 dicembre, ha emesso un provvedimento d’urgenza che impone a COOP Liguria la reintegrazione immediata della lavoratrice nelle sue precedenti mansioni e nel pieno rispetto del giudizio emesso dall’ASL.

Che dire? Nulla!

I fatti parlano da soli, ed il nostro sincero augurio alla COOP Liguria per l’anno a venire è di evitare un reclamo contro questo provvedimento, quantomeno per non buttare al vento le migliaia di euro spese in una pubblicità accattivante.

Oltre ovviamente a rivedere le sue politiche in merito alla salute e alla sicurezza dei lavoratori".

Comunicato stampa

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