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Sanità | 22 gennaio 2021, 12:45

Iltuoinfermiere.it: i migliori infermieri a casa tua grazie ad un'app

Iltuoinfermiere.it: i migliori infermieri a casa tua grazie ad un'app

Il 2020 sarà un anno da dimenticare sotto diversi aspetti, ma soprattutto per l'emergenza sanitaria. Però alcune cose rimarranno indimenticabili per le innovazioni nate in questo periodo di necessità. "IL TUO INFERMIERE” è la prima app ideata per contattare gli infermieri liberi professionisti  per un servizio sanitario personalizzato a km 0. Ma in che cosa consiste? Ne parliamo con Gioacchino Costa, infermiere con decenni di esperienza di libera professione, socio fondatore del metodo I.P.A per gli infermieri di AssoCare e ideatore dell’app.

Gioacchino, da cosa nasce l’idea della app “Il tuo infermiere”?

L’idea nasce nel 2015, da due esigenze: la prima riguarda il bisogno di rispondere alla sempre più crescente richiesta di prestazioni sanitarie domiciliari, soprattutto in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, in cui i cittadini preferiscono rimanere a casa evitando di incontrare il VIRUS. Alcuni utenti ci chiedono dei prelievi domiciliari, altri il cambio del catetere vescicale, altri ancora semplici medicazioni e consigli su come affrontare l’influenza con i vaccini. La seconda esigenza invece, contempla la necessità di fare rete per i piccoli professionisti che si devono auto-tutelare dai colossi delle multinazionali che inglobano sempre più pezzi del comparto sanitario, a volte a scapito della qualità dell’assistenza.

Ma partiamo dai liberi professionisti che non devono lottare tra loro ma collaborare unendosi. A seconda dell’inclinazione personale, del percorso di studi, delle scelte del proprio passato, il libero professionista, naturalmente si specializza e questo rende efficace ogni collaborazione, in quanto, come anche per i medici, nessun infermiere è onnisciente. Nella nostra rete abbiamo ad esempio: esperti in pediatria, oncologia, lesioni da decubito e di medicazioni. Inoltre, vogliamo contribuire alla continuità assistenziale sul territorio, prendendo quindi in carico le persone nel contesto locale, per dare un’assistenza completa e fornendo un servizio più ampio possibile. Questa continua necessità di figure professionali si ripercuote positivamente anche sulla nostra professione, offrendo molti sbocchi lavorativi anche ai neolaureati che trovano in noi un porto sicuro da dove far partire la loro carriera e dove continuare a formarsi e apprendere efficacemente sia la natura tecnica dell’assistenza infermieristica, ma soprattutto la relazione di cura, utilizzando anche l’ascolto e il dialogo, imparando che il tempo di relazione è tempo di cura. Ed è così che l'operatore sanitario imparerà ad orientare il proprio agire, al bene della persona, della famiglia e della collettività nel rispetto della dignità, della libertà, delle uguaglianze e delle scelte di vita senza alcuna distinzione sociale di genere, di orientamento sessuale, etnico, religioso e culturale. Si asterrà da ogni forma di discriminazione nei confronti di tutti coloro che incontrerà e si impegnerà a sostenere la relazione assistenziale anche quando la persona manifesti concezioni etiche diverse dalle proprie, prendendosene cura fino al termine della vita se sarà necessario, perché “Il Tuo Infermiere” è il responsabile dell’assistenza infermieristica, una delle più belle arti mediche, anzi la più bella!

Ed è per questo motivo che ho ideato un nuovo metodo infermieristico, il metodo I.P.A. ovvero Inner, Power, Application. L’infermiere è un artista che deve sempre formarsi e NON deve mai smettere di imparare, in quanto la nostra professione si basa su fondamenta solide di evidenze scientifiche che mai smetteranno di crescere. Dobbiamo stare al passo coi tempi, ma come in ogni professione, dobbiamo imparare a conoscere bene il mercato ed i bisogni della popolazione per poterla soddisfare, essere un po’ visionari e precursori dei tempi. Senza conoscere noi stessi e le nostre potenzialità non possiamo conoscere altro. Quindi dobbiamo partire dal presupposto di conoscersi e motivarsi positivamente l'uno con l'altro. Questo è il primo passo da intraprendere per crescere esponenzialmente nella propria professione, qualunque essa sia”.

Quali sono gli obbiettivi della nuova APP?

Ci sono tre grandi obiettivi. Il primo è quello di raggiungere la popolazione al proprio domicilio, evitando inutili spostamenti e aggregazioni in file e lunghe attese; il secondo è allargare la rete di professionisti cercando di selezionare infermieri del territorio per coordinarci e farci riconoscere sotto un unico “cappello”. Il terzo è quello di permettere un rilancio della professione contro l’abusivismo. Quando i professionisti si fanno guerra, sul territorio chi perde è la professione. In questo contesto di scredito reciproco, infatti, è l’abusivismo a guadagnarne maggiormente. Il rispetto reciproco, invece, oltre ad essere eticamente preferibile, porta anche ad una visione differente della professione infermieristica, recentemente riconosciuta come professione intellettuale. Prima parlavamo di un'arte riconosciuta come la più bella, anche dalla popolazione, dopo il recente periodo covid. Questo aspetto, di conseguenza, permette un confronto sereno tra professionisti e a sua volta porta ad una crescita del credito tra i cittadini della figura infermieristica. L’obbiettivo finale è quello di creare un servizio “KM 0” che da una parte riduca i tempi d’intervento sul territorio e dall’altro abbatta i costi per l’utente”.

Come sarà il futuro della sanità in Italia?

Il futuro del mondo sanitario è sempre più spostato verso il settore privato, con il ritorno della sanità integrativa, di altre forme assicurative e con la continua crescita dell’infermiere di famiglia. Quest’anno è nata la legge sull’infermieristica di famiglia e comunità. Gli ospedali cercano di assumere “infermieri di famiglia” con contratti Co.co.co, però, a mio parere non si tratta proprio di un’idonea formula per la libera professione e per lanciare questa specialità dell’infermieristica! Dovremmo trovare invace una forma di collaborazione libero professionale per meglio integrarci sul territorio attraverso una cooperazione con le ATS (Aziende Tutela Salute). Andremo a collaborare come infermieri di famiglia per la cura dei malati cronici e dei pazienti anziani. Questo anche per sopperire alla riduzione dei posti letto e per andare incontro alle mutate necessità sanitarie. Noi non prendiamo solo in carico una malattia e la persona ma ci prendiamo cura dell’intero nucleo familiare nel quale una persona vive”.

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