La riorganizzazione degli spazi dell’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga rimane al centro dell’attenzione pubblica e alimenta un dibattito continuo sui social.
La chiusura di una sala del Punto di primo intervento e il trasferimento del servizio territoriale del 118 dal piano terra al primo piano del presidio sollevano interrogativi sull’efficacia dell’assistenza in emergenza, soprattutto in un contesto in cui la rapidità di intervento è decisiva.
A dare voce alle criticità operative è chi ogni giorno lavora sul campo. Carlo Zanini, ex direttore di banca di pensione, milite della Croce Bianca di Albenga e autista dell’automedica, ha affidato a un post sui social le sue considerazioni: “Sono stato nei nuovi locali assegnati al servizio 118 al primo piano, a fianco della cardiologia, dove prima si trovava il GLS – scrive -. Piange il cuore vedere le stanze dedicate alla degenza e alle medicazioni degli operati di protesi vuote senza più gli arredi e le attrezzature mediche”.
Ma è soprattutto l’impatto sull’operatività a destare preoccupazione. “Per quanto riguarda il servizio – aggiunge -, lo spostamento incide sulla tempestività d’intervento: non si possono usare gli ascensori per il rischio di guasti improvvisi e le scale di servizio sono ubicate al lato opposto rispetto ai nuovi locali. Quando si scendono, bisogna percorrere tutto il salone dell'ingresso con ulteriore perdita di tempo”.
“Al rientro da ogni intervento -prosegue -, viene controllato il monitor ecg/defibrillatore e lo zaino contenente i medicinali. Ognuno di loro pesa 15/20 kg. Si può ben capire lo sforzo fisico speso con disagio, soprattutto dal personale femminile. Mi auguro che chi di dovere voglia riconsiderare questa scelta”, conclude.
Le sue parole hanno trovato ampia eco sui social, dove si moltiplicano i commenti contrari allo spostamento del servizio.
Sul piano istituzionale, la vicenda è approdata anche in Regione: il consigliere regionale di Avs Jan Casella ha presentato un’interrogazione alla giunta chiedendo il ripristino degli spazi sottratti al Punto di primo intervento e il ritorno del 118 al piano terra. In particolare, Casella denuncia che il trasferimento "comporta un allungamento dei tempi di intervento, necessari per il personale a raggiungere l’automedica". E sottolinea: “Per le urgenze del 118 sul nostro territorio, ora la situazione è peggiorata. Il tempo di intervento della squadra medica è stato ritardato di qualche minuto per lo spostamento nei locali al primo piano e questa differenza può causare gravi rischi per la salute dei pazienti, soprattutto in caso di patologie tempo dipendenti, come l'arresto cardiaco, dove ogni minuto è prezioso”.














