/ Cronaca

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Cronaca | 22 febbraio 2021, 13:30

Processo Tirreno Power, l'azienda: "Lo Presti aveva dichiarato che il documento per riaprire gli impianti non gli venne chiesto"

Il M5S aveva specificato che il responsabile nel 2012 del procedimento Aia aveva dichiarato che nel 2014 era in un atto un tentativo politico per predisporre un atto per riavviare gli impianti sequestrati

Processo Tirreno Power, l'azienda: "Lo Presti aveva dichiarato che il documento per riaprire gli impianti non gli venne chiesto"

"Giuseppe Lo Presti, dopo tanti "no so", non ricordo" (tanto da essere richiamato dal Giudice), ha dichiarato che nel maggio 2014 era in atto un tentativo politico di predisporre un atto normativo che avrebbe dovuto essere un vestito su misura per consentire a Tirreno Power di riavviare gli impianti a carbone secondo il piano da loro presentato e aggirare il sequestro penale che era intervenuto due mesi prima (marzo 2014)".

Queste le parole del Movimento 5 Stelle Savona che lo scorso 16 febbraio si era soffermato sulle dichiarazioni di Giuseppe Lo Presti, direttore generale per il risanamento ambientale del Ministero dell'ambiente e nel 2012 responsabile del procedimento dell'Aia, fornite in Tribunale a Savona nel processo legato alla centrale Tirreno Power di Vado Ligure per il quale sono imputati 26 persone, tra vertici e dirigenti dell'azienda, rinviati a giudizio con l’accusa di disastro ambientale e sanitario colposo.

Affermazioni che però non sarebbero corrispondenti, secondo l'azienda vadese, considerate le trascrizioni dell'udienza.

"Tale documento proveniva dal Ministero dello Sviluppo Economico, e Lo Presti e i dirigenti del Ministero dell'Ambiente lo avrebbero dovuto 'migliorare' (da lì le esternazioni di Lo Presti, che era contrario all'operazione, emerse nelle intercettazioni dell'inchiesta, "Stiamo facendo una porcata... Stiamo scardinando i principi generali dell'ordinamento.... mi sputerei in faccia...") Dalle intercettazione dell'inchiesta (acquisite oggi in udienza) emerge che tale documento sarebbe dovuto essere successivamente consegnato direttamente all'avvocato di Tirreno Power Paola Severino (ed ex Ministro) al Ministro dello sviluppo economico Guidi" avevano continuato i pentastellati nella nota della settimana scorsa. Tirreno Power invece ha voluto specificare che Giuseppe Lo Presti ha dichiarato che "No ma poi non mi venne più chiesto, adesso... Non se ne fece più niente".

Un passaggio ripetuto più volte all'avvocato difensore di Uniti per la Salute Matteo Ceruti per spiegare che il documento non sarebbe stato consegnato al Ministero come detto dal M5S.

"Non mi venne più chiesto, se non mi ricordo male poi alla fine... Però ripeto, sto andando veramente a memoria, adesso giusto... Mi ricordo che lavorammo su questa cosa in mezz’ora, ma poi nessuno ci chiese più niente, né io mi feci pro attivo per consegnare niente a nessuno, ovviamente non avevo nessun interesse" aveva concluso il direttore generale per il risanamento ambientale del Ministero dell'ambiente.

Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium