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Eventi | 24 luglio 2021, 08:09

Sabato sera di cultura a Finale con "La Grande Guerra e i nostri inviati", raccontati nel libro di Pier Paolo Cervone

All'interno della rassegna di Cento Fiori "Un libro per l'estate", il giornalista finalese presenta il suo nono lavoro edito per Mursia

Sabato sera di cultura a Finale con "La Grande Guerra e i nostri inviati", raccontati nel libro di Pier Paolo Cervone

"Quando scoppia una guerra, la prima vittima è la verità" affermava il senatore statunitense Hiram Johnson.

Su chi la verità dovette provare a raccontarla si concentra la decima opera di Pier Paolo Cervone, giornalista ex capo servizio de "La Stampa", edita da Mursia e sempre circa la Prima Guerra Mondiale, dal titolo "La Grande Guerra dai nostri inviati", che verrà presentata con Salvatore Finocchiaro stasera, sabato 24 luglio, all'interno della rassegna "Un libro per l'estate" organizzata dall'associazione culturale Cento Fiori nella caratteristica location dei Chiostri di Santa Caterina in Finalborgo alle ore 21.

Nell’estate del 1914 i venti di guerra soffiano impetuosi in Europa. All’esplosione del primo conflitto mondiale non si mobilitano solo gli eserciti, ma anche le redazioni dei giornali. E già dalla crisi dell’estate 1914, subito dopo l’attentato di Sarajevo.

Il nemico numero uno dei quotidiani, in Italia come negli altri Paesi belligeranti, è la censura. Rigorosa, micidiale, arcigna. Senza sconti e senza agevolazioni. Eppure partono gli inviati speciali che hanno il compito di raccontare quello che succede sul Carso, sull’Isonzo e sul fronte di ghiaccio che dallo Stelvio e dall’Ortles scende verso l’Adamello, le Dolomiti, il Pasubio e l’Asiago.

I reporter non possono raccontare tutto. Non possono descrivere in dettaglio la tragedia della guerra nel fango delle trincee e a tremila metri di altezza. Non possono: il morale dei soldati e del Paese deve rimanere alto, sempre e comunque.

L'ex sindaco di Finale in questo suo ultimo libro, il diciottesimo a carattere storico dal 1988 ad oggi, è dedicato agli illustri colleghi che hanno svolto il ruolo di inviati nel corso della Grande Guerra. Nomi prestigiosi, di giornalisti prestigiosi: Emilio Lussu, Paolo Monelli, Rino Alessi, Luigi Barzini, Guelfo Civinini, Arnaldo Fraccaroli, Ugo Ojetti. Al centro dello studio di Cervone vi sono i loro racconti, le loro cronache, il loro lavoro.

Il libro si divide in cinque capitoli. Si parte con la divisione tra neutralisti e interventisti e lo schieramento dei giornali. Si prosegue con lo scatto della censura sulla stampa già a marzo del 1915. Il terzo è dedicato al servizio propaganda e ai giornali di trincea con le tavole di Francesco Remaggi dedicati ai fogli realizzati dai militari. Il quarto capitolo s’intitola "I reporter di guerra. Profili, storie e avventure". L’ultimo, il quinto, è la storia dei 173 giornalisti caduti al fronte nel corso del conflitto.

Dopo la serata finalese l'autore sarà ospite di rassegne in Liguria, Piemonte e Lombardia facendo tappa a Pietra Ligure, Giustenice, Ceriale, Albenga, Ventimiglia, Asti e altre località.

Redazione

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