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Attualità | 26 novembre 2021, 07:20

Stop alla violenza sulle donne partendo dalle parole, a Finale Ligure inaugura la mostra “Il luogo più pericoloso” di Silvia Levenson e Natalia Saurin (FOTO e VIDEO)

Organizzata e supportata dallo Zonta Club Finale Ligure, rimarrà allestita fino al 10 gennaio 2022 presso la Fortezza di Castrelfranco

Stop alla violenza sulle donne partendo dalle parole, a Finale Ligure inaugura la mostra “Il luogo più pericoloso” di Silvia Levenson e Natalia Saurin (FOTO e VIDEO)

Una mostra intensa  dal titolo “Il luogo più pericoloso”, inaugurata questo pomeriggio alle 18.30 presso la Fortezza di Castelfranco a Finale Ligure, suggella i tre atti di un percorso che ha unito uomini e donne contro la violenza di genere, secondo un progetto ideato dalle artiste visive Silvia Levenson e Natalia Saurin, a cura di Antonella Mazza. La mostra, che esporrà anche le tavole realizzate dagli alunni dell’Istituto Ipsia "Leonardo Da Vinci" per il Calendario Zonta 2022 e che resterà allestita fino al 10 gennaio 2022, è organizzata e sostenuta dallo Zonta Club Finale Ligure.

“Il luogo più pericoloso” inaugura proprio il 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, “L’intento infatti è far parlare di questa emergenza umanitaria e sottolineare la comunicazione distorta e misogina legata alla divulgazione delle notizie delle violenze, che colpevolizzano la vittima, causando un gravissimo equivoco culturale, tanto antico quando diffuso e attuale”, spiegano le due artiste.

L’esposizione è composta dalle opere realizzate da Levenson e Saurin negli ultimi due anni: un video, che dà il titolo alla mostra, in cui uomini e donne rompono piatti da cucina di uso quotidiano, decorati con frasi estrapolate dai media per minimizzare episodi di cronaca legati alla violenza o usate dal violento per motivare il suo gesto, che testimoniano la guerra troppo spesso consumata all’interno delle mura domestiche; una serie di ritratti dal titolo “Non sto zitta”, parte della chiamata all’azione svolta nel novembre 2020 in piena quarantena e che ha visto oltre 90 donne posare per una serie di scatti fotografici in cui si indossava una mascherina a quadri bianchi e rossi, come la tovaglia da tavola, che tappava la bocca, ma sul quale c’era scritto appunto “NON STO ZITTA”.

Abbiamo risposto positivamente alla campagna contro la violenza sulle donne. Abbiamo risposto con l’arte - afferma Patrizia Colman, presidente Zonta Finale Ligure - Sono opere con un impatto emotivo fortissimo. Zonta dice NO alla violenza, SI all l’educazione. È fondamentale arrivare nelle scuole ai ragazzi e alle ragazze, perché solo così possiamo debellare questa piaga fortemente radicata nella nostra società".

Per la realizzazione del  video Silvia Levenson e Natalia Saurin hanno invitato uomini e donne a una partecipazione attiva che ha visto due incontri tra fine ottobre scorso e i primi di novembre.

Si sono presentate persone molto coinvolte di ogni età e sesso - spiegano - Molto bello l’interesse riscontrato nei papà che sono arrivati con i loro figli e le loro figlie, in età infantile o nell’adolescenza. Abbiamo  riportato sui piatti frasi utilizzate dai media per parlare di femminicidio, con cui spesso si ‘giustificano’ in qualche modo gesti violenti ai danni delle donne, con la tendenza a minimizzare l’accaduto: ‘divorato dalla gelosia’, il ‘gigante buono’, ‘lei ha scatenato la sua rabbia’ e molte altre. Frasi che riportano a una narrativa d’amore e passione di natura possessiva, che scagiona l’uccisione, vista come una ‘perdita di controllo’ impossibile da prevenire o prevedere. Espressioni che parlano di un desiderio alterato provato da persone che non riescono a gestire il rifiuto o il fallimento di una relazione sentimentale”, concludono le artiste.

"Natalia e Silvia hanno realizzato un lavoro straordinario di fortissimo impatto, grazie a laboratori culminati nel video che proiettiamo oggi e che si sta diffondendo nelle maggiori città italiane e alcune extraeuropee, tra cui Buenos Aires", aggiunge la presidente di Zonta.

Il progetto è stato seguito da tutte le classi di grafica dell’Istituto Da Vinci - spiega la docente dell’Ipsia Valentina Biletta -. I ragazzi lo hanno affrontato anche con tematiche che appartengono alla loro esperienza personale, quindi è stato molto sentito. Abbiamo presentato prima un’idea di quello che è il bullismo, l’associazione ed esempi di come poteva essere la comunicazione sociale. Gli alunni hanno partecipato con moltissimo interesse, hanno risposto in modo personale e si sono impegnati molto”.

Il video “Il luogo più pericoloso” in questa giornata che ricorda la lotta contro la violenza sulle donne verrà proiettata in un maxischermo cittadino a Milano, mentre in altre località come Roma, Torino, Verona, Buenos Aires e molte altre, verrà proiettata in maxi grafiche anche in altre giornate e occasioni di confronto sul tema.

 

I tre atti de “Il luogo più pericoloso”

L'installazione con i piatti in ceramica ideata da Silvia Levenson e Natalia Saurin è stata presentata per la prima volta in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne nel 2019 a Firenze, a cura del Museo del 900 e Sergio Risaliti. Il 25 novembre del 2020 l’installazione sarebbe dovuta essere esposta in occasione del palinsesto del Talento delle Donne nel cortile del Palazzo Reale a cura di Antonella Mazza ma, a causa pandemia, l’installazione è diventata un’Azione a Milano. L’ulteriore evoluzione dell’installazione è stata appunto la realizzazione del video, dove è stata documentata la rottura dei piatti e delle parole che non vogliamo più sentire.

ATTO I – installazione con i piatti a terra: 2019 Firenze

ATTO II – azione con i piatti sorretti da donne: 2020 Milano

ATTO III – video con i piatti frantumati da donne e uomini:  2021 in una rete di luoghi, in Italia e nel mondo.

 

 

 

Maria Gramaglia

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