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Sanità | 29 novembre 2021, 07:45

Grande partecipazione all'incontro online di "SOS Salute Pubblica Liguria" per un modello condiviso di salute pubblica

Si è parlato anche degli ospedali di Albenga, Cairo Montenotte e Pietra Ligure

Grande partecipazione all'incontro online di "SOS Salute Pubblica Liguria" per un modello condiviso di salute pubblica

Il coordinamento regionale SOS Salute pubblica Liguria, ha tenuto ieri sabato 27 novembre un’assemblea online che ha riunito le reti locali di cittadini, associazioni, comitati in difesa del Servizio Sanitario pubblico, centinaia i partecipanti e oltre 1000 persone hanno seguito in diretta o in forma registrata l’assemblea.

L’evento è stato svolto in diretta su Facebook e la registrazione è reperibile presso la pagina https://www.facebook.com/SOS.SalutePubblicaLiguria. Mauro Manuello anima di questa rete, ha introdotto i lavori proponendo un confronto, un lavoro condiviso tra le varie realtà. Si è passati quindi ad affrontare le criticità territoriali.

L’analisi è partita dal levante ligure, il dottor Lorenzo Cozzani ha evidenziato il meccanismo molto diffuso di privatizzazione della sanità in Italia. Ha raccontato le problematiche legate all’ospedale Fellettino: "Forte è il depotenziamento dell’ospedale di Sarzana con i cittadini costretti a rivolgono al servizio sanitario toscano meglio organizzato. A La Spezia è stato predisposto un” Manifesto per la sanità”. A Sarzana è stata organizzata una manifestazione con un successo enorme con oltre 2mila partecipanti". 

In relazione alla situazione della provincia di Genova è intervenuta Rossana Aluigi che ha presentato la rete “Insieme per la salute di tutti” nata da un percorso iniziato oltre un anno fa e che riunisce 16 tra associazioni e comitati locali: "Nel panorama genovese caratterizzato da una generalizzata carenza di servizi pubblici distribuiti in modo disomogeneo, la Valpolcevera rappresenta una situazione emblematica per la progressiva depauperazione di servizi e presidi sanitari subita. La rete genovese ha provato a lavorare su più piani: approfondimento e  divulgazione anche tramite seminari con esperti nazionali, gruppi di lavoro tematici e attività di informazione e sensibilizzazione sui territori. Fondamentale è l’informazione verso i cittadini e il loro coinvolgimento. I tagli alla sanità sono arrivati in modo trasversale da tutte le forze politiche. Molti servizi sono stati ridotti o depotenziati favorendo un forte aumento di servizi privati ed una diseguaglianza sociale nella possibilità di accesso alle cure legata alla capacità reddituale. Vi è una grave carenza di personale e di medicina territoriale. Si evidenziano forte criticità per il progetto del nuovo Galliera. Va chiesto conto alla Regione Liguria per la forte carenza di personale che raggiunge il 29%, dalla quasi assenza di Case della Salute, solo 4 a 14 dalla legge istitutiva, della scelta di utilizzare il PNRR attivando Ospedali di Comunità non in modo complementare all'offerta di servizi presenti, ma in sostituzione, convertendo presidi ospedalieri in Ospedali di Comunità. Va scongiurata la presentazione del DL sull'Autonomia Differenziata in collegamento al DEF per le gravi e negative ripercussioni per la sanità pubblica. Un diverso modello sanitario è possibile, ma bisogna unirsi su obiettivi condivisi e acquistare la forza per ottenerlo. La salute non è una merce su cui fare profitto, è un bene comune a cui non rinunciamo". 

Per la provincia di Savona Simone Gaggino ha evidenziato che negli anni sono nati diversi comitati che si sono impegnati nella difesa dei servizi sanitari. Ad Albenga è vivo l’attenzione a difesa dell’ospedale Santa Maria di Misericordia che proprio in questi giorni rischia la chiusura del Pronto Soccorso. A Pietra Ligure numerose sono le criticità per il DEA di II livello che copre oltre al territorio provinciale di Savona anche quello provinciale di Imperia. Il comitato che chiede la riapertura del punto nascite da un anno, nonostante le numerose promesse e proclami non ha ancora raggiunto il suo obiettivo. In relazione all’ospedale di Cairo è intervenuto Giuliano Fasolato del Comitato Sanitario Val Bormida, che ha raccontato la battaglia trentennale dei cittadini della valle, 18 mila firme per riconoscere l’ospedale come presidio di montagna, firme e richieste non ascoltate. E’ nato un documento che definisce gli obiettivi da raggiungere presentato in Regione. Richieste inascoltate in quanto la Regione vuole trasformare l’Ospedale di Cairo in Casa di Comunità. Ciò significa depotenziare i servizi.

Mauro Gaimpaoli ha descritto la situazione nella provincia di Imperia: "Liste di attesa sempre più lunghe e depotenziamento dell’ospedale di Bordighera e chiusura del Punto Nascite di Sanremo. Chiusura dei pronto soccorso e degli ospedali di Imperia e Sanremo con unificazione nell’ospedale unico a Taggia. Mancano le case della salute. La vicenda dell’RSA di Sanremo è esemplificativa. Ridotta capacità di servizi socio-sanitari. Nel PNRR viene accentuata la relazione con la sanità privata. Viene individuato importante il percorso della Società della Cura che riunisce più di 400 realtà nazionali". 

L’avvocato Rino Tortorelli ha presentato la bozza della “CARTA per un nuovo modello condiviso di Salute Pubblica” che si pone in contrapposizione ad un modello di mercificazione della salute (il Presidente Toti si è impegnato a privatizzare il 15% dei posti letto liguri). Chiara è la scelta di campo, il primo pilastro fa riferimento al diritto alla salute. Il secondo pilastro riguarda il contrasto ai fenomeni di depauperamento dei servizi pubblici favorendo investimenti nella sanità pubblica e un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato. Il terzo pilastro evidenzia l’importanza della prevenzione, sostenendo buoni stili di vita. I servizi territoriali sono il riferimento del quarto pilastro. Il quinto pilastro è una presa di posizione per eliminare le liste di attesa insostenibili. Il sesto pilastro si basa sull'importanza del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte nell'ambito della sanità. L’Avvocato Tortorelli ha concluso evidenziando che la Regione Liguria è sotto di  115 milioni in meno in relazione ai limiti di utilizzo sulla spesa possibile sulla  sanità pubblica.

Numerosi gli interventi: Roberto Melone da Ceriale  per parlare del percorso della Società della Cura; Claudio Culotta da Genova che ha approfondito il rischio privatizzazione; Attilio Ratto dell’USB pensionati ha dichiarato l’interesse a proseguire il percorso comune; il dottor Mariano Mji di Imperia ha sottolineato l’importanza della medicina territoriale. Il dottor Claudio Calabresi di Genova si è soffermato sull’importanza di integrare le problematiche locali con le esigenze regionali e con il livello nazionale. Sabrina Grassa di Andora ha raccontato le problematiche relative alle piccole comunità. Il sig. Giosi  ha condiviso con i presenti riflessioni legate all’analisi della situazione di crisi economica e crisi sanitaria in atto.

Andrea Pasa segretario della Cgil Savona ha aggiornato gli ascoltatori sul fatto che l’ospedale di Albenga è ritornato dal 25 novembre ospedale Covid, nell’Asl 2 solo di medici ospedalieri ne mancano 54, di infermieri ospedalieri la carenza è di 258 persone, oggi 130 infermieri sono a tempo determinato, in Val Bormida tutti i sindaci locali insieme ai sindacati e ai comitati hanno formulato delle proposte molto concrete; Pasa ha concluso individuando le responsabilità relative alle criticità attuali  nelle scelte dell’amministrazione regionale in carica.

Nelle conclusioni Mauro Manuello ha individuato i prossimi passi del coordinamento regionale, aggiungendo che sono in corso contatti con realtà simili in altre regioni, in particolare con la Lombardia e l’Emilia Romagna. Il 15 gennaio si terrà a Genova una seconda assemblea pubblica all’interno della quale verrà approvata in maniera ufficiale la “CARTA per un nuovo modello condiviso di Salute Pubblica”.

Manuello ha concluso invitando le altre realtà liguri, interessate a fare fronte comune  nella difesa, nel rilancio e nella valorizzazione dei servizi sanitari pubblici presenti in Liguria, a mettersi - se credono - in contatto con la segreteria regionale (sos.salutepubblicaliguria@gmail.com) per favorire la condivisione delle problematiche locali in una logica regionale e promuovere azioni propositive verso un modello condiviso di salute pubblica.

Comunicato stampa

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