ELEZIONI COMUNE DI CAIRO MONTENOTTE
ELEZIONI COMUNE DI BORGHETTO
 / Attualità

Attualità | 10 gennaio 2022, 16:00

Crisi industriali, Pasa (Cgil) richiama il Governo: "Occorre una politica industriale seria a forte regia pubblica per le tante transizioni. Pnrr occasione irripetibile"

Nel savonese migliaia i lavoratori interessati. Per il segretario provinciale "Mise assente e una politica Regionale poco autorevole quando si parla di lavoro"

Crisi industriali, Pasa (Cgil) richiama il Governo: "Occorre una politica industriale seria a forte regia pubblica per le tante transizioni. Pnrr occasione irripetibile"

E’ impressionante, mai visto prima d’ora il numero dei casi di crisi industriale aperti presso il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise). Lo dimostra il quadro, ancora parziale, che emerge da una tabella - riportata in basso - stilata dall’Area Industria e Reti della Cgil che torna a chiedere precise scelte del governo in materia”.

Parte da qui, dal dato numerico, l'analisi del segretario di Cgil Savona, Andrea Pasa, sul momento 

che sottolinea: "Si tratta di alcune decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti nei tantissimi stati di crisi di aziende che hanno deciso di chiudere battenti, di delocalizzare, o comunque che sono interessate da percorsi di ristrutturazione o amministrazioni straordinarie o di riconvertire in altre produzioni". 

"Lavoratori e lavoratrici alle prese con la perdita del posto di lavoro, della retribuzione, o parte di essa quando sono sospesi in cassa integrazione e la messa in discussione delle proprie condizioni di vita, con l’ansia e l’incertezza del futuro. Migliaia di lavatrici e lavoratori in attesa che il ministro Giorgetti batta un colpo" ribadisce ancora una volta Pasa. "Un’incertezza - sottolinea - che non trova risposte all’altezza delle difficoltà che questi occupati vivono neanche nel decreto anti delocalizzazioni al varo del Governo in queste ore, che vede l’istituzione di una procedura che non ha alcun effetto sulle crisi industriali aperte".

"L’esame della tabella indica, fra i settori più colpiti, quelli della moda e calzaturiero e della siderurgia, con il peso specifico degli stabilimenti dell’ex Ilva e di Piombino (13 mila lavoratori) il cui destino rimane indefinito per l’assenza di un disegno nazionale della siderurgia che pianifichi anche l’allocazione dei siti - commenta il segretario savonese scorrendo i dati - Non se la passano meglio l’elettrodomestico, per via della non facile competizione con i mercati esteri, l’automotive, fortemente gravato dalle difficoltà di Stellantis, e per il quale ultimo occorrerebbe un ridisegno complessivo, accompagnato dall’ avvio del passaggio alla transizione ecologica". 

"Sono poche, pochissime le vertenze che hanno finora trovato soluzione con il Governo Draghi e con l’avvento del ministro Giorgetti - aggiunge - Anche nella nostra provincia nel nostro territorio ci sono tante situazioni tuttora aperte e per le quali un soluzione non è ancora a portata di mano e neppure la calendarizzazione degli incontri promessi direttamente dal ministro dello Sviluppo Economico; Piaggio Aerospace , LaerH , Sanac e Bombardier, solo per citarne alcune: crisi industriali che interessano oltre 3mila lavoratori e sono inserite all’interno di settori strategici per l’intero Paese, siderurgia, aerospazio e ferroviario".

Il dito è puntato quindi contro Governo e Ministero, "incapaci fino a oggi di intervenire con proposte industriali concrete in nessuna di queste crisi, ma neppure di convocare i tavoli promessi dallo stesso Giorgetti non più tardi dello scorso mese di settembre in occasione della visita per la campagna elettorale della Città di Savona quando incontrò Cgil, Cisl e Uil locali insieme alle lavoratrici e ai lavoratori delle vertenze aperte impegnandosi di li a poco a convocare ogni singola vertenza al Ministero dello Sviluppo Economico". 

Da allora sono passati quattro mesi "e nessun incontro e nessuna promessa è stata mantenuta dal Ministero, neppure su sollecitazione degli amministratori locali, dal Prefetto e perfino dalla politica regionale (assessori e presidente di Regione) - continua Pasa - dimostrando purtroppo poca, pochissima autorevolezza nei confronti del Governo e del Ministero dello Sviluppo Economico quando si parla di lavoro e di Liguria". 

Per poter dare risposte concrete a queste migliaia di lavoratori e lavoratrici "è necessario che il Paese si doti di un progetto industriale complessivo dove si individuino anche gli strumenti per salvaguardare il nostro sistema industriale e contemporaneamente si intervenga su innovazione e ricerca per posizionare il nostro sistema industriale in un ruolo di traino e guida europea" aggiunge Pasa, dando una visione nazionale della questione.

"Noi chiediamo da tempo - ricorda quindi - che l’immissione di capitali pubblici abbia un segno, che vadano cioè in direzione delle scelte industriali oggi necessarie per garantire la giusta transizione energetica, digitale ed ambientale, sapendo che solo così si salvaguarda la capacità industriale già esistente nel paese , l’occupazione di qualità e più in generale il 'sapere' che è fondamentale per continuare ad essere un Paese con una forte connotazione industriale".

"L’idea della Cgil è infatti quella di un progetto di politica industriale che, attraverso una forte regia pubblica, indirizzi ed accompagni i processi di riconversione industriale, trasformazione ed innovazione" conclude il segretario provinciale.

Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium