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Attualità | 12 gennaio 2022, 10:52

Vax e no vax: quando il conflitto divide genitori già separati

Al centro della vicenda la figlia quindicenne che ha espresso più volte la volontà di vaccinarsi, in quanto minorenne però serve il consenso di entrambi i genitori

Vax e no vax: quando il conflitto divide genitori già separati

La stretta attualità racconta ogni giorno, purtroppo, di Covid-19, di tamponi, di vaccini. Sì vax e no vax sono ormai termini che occupano la nostra quotidianità e proprio sul tema della vaccinazione la nostra redazione ha ricevuto la lettera di un papà separato. Mauro (nome di fantasia) è il padre della quindicenne Rebecca (altro nome di fantasia), ha deciso di scrivere a Savonanews per "rendere noto un problema, probabilmente sottovalutato (sarebbe meglio dire ignorato) dallo Stato e dalle Istituzioni in genere".

"Scrivo perché sono un papà separato, convivente con una figlia che ha più volte espresso la volontà di vaccinarsi - si legge nella missiva giunta alla nostra redazione e indirizzata al nostro direttore - Peccato che sua mamma sia decisamente (e lecitamente, sia chiaro) contraria a farla vaccinare, in contrasto, quindi, sia con la volontà di mia figlia che con me. Difatti, dopo oltre 2 mesi di 'preghiere' mi vedo costretto a ricorrere al Giudice per poter avere l'autorizzazione a far vaccinare mia figlia, senza il consenso (obbligatorio per i minorenni) della mia ex".

"Ciò comporta onerose spese legali da sostenere e tanto tanto tempo perso dietro la produzione di documentazione, di consensi, ma soprattutto di attesa per la decisione del Giudice - prosegue Mauro - Eh si, perché come si sa, i tempi della Giustizia sono lunghi e non esistono attualmente protocolli che ne facciano accelerare i tempi. Di fatto, a mia figlia vengono negati il diritto alla Salute (visto che non si può vaccinare) il diritto alla mobilità (visto che non può più prendere i mezzi pubblici, quindi diventando completamente dipendente da me, con conseguenti ripercussioni anche sulla mia attività lavorativa) e quello alla vita sociale (visto che, ad esempio, non può uscire con me o con le sue amiche a mangiarsi una pizza e non potrà partecipare ad eventuali gite scolastiche) aggravando ancor di più la sua già precaria condizione psicologica".

"Le sembra giusto tutto ciò? Qui non parliamo di chi, lecitamente, ha scelto di non vaccinarsi, bensì di una ragazza che nonostante abbia espresso chiaramente la sua volontà, viene equiparata ad una 'novax'. Chiedo quindi alle Istituzioni di prendersi carico anche di questa problematica, non così rara come sembra, possibilmente creando appositi 'corridoi' giudiziari per poter velocizzare le tempistiche" conclude Mauro firmandosi "un papà (quasi) esasperato".

Roberto Vassallo

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