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Solidarietà | 15 gennaio 2022, 07:30

Nella tragedia ecco il grande cuore dei militi della pubblica assistenza: "Incontrare persone come voi è una fortuna"

Il grazie di una mamma ai volontari della Croce Bianca di Albenga trovatisi per caso sul luogo dell'incidente mortale di via dell'Agricoltura mentre erano diretti con la donna e la figlia al Santa Corona

Nella tragedia ecco il grande cuore dei militi della pubblica assistenza: "Incontrare persone come voi è una fortuna"

Capita a volte di ritrovarsi, nostro malgrado, nell'occhio del ciclone, in situazioni che non si vorrebbero vivere per la tragedia rappresentata. Eppure, anche in mezzo al sassoso terreno della sofferenza, può sbucare un fiore.

E' quello che è successo a una mamma di Albenga e alla sua piccola la sera dello scorso 7 gennaio. Era il tardo pomeriggio quando la bambina si ferisce. Fortunatamente si rivelerà nulla di grave, ma l'accaduto non fa stare tranquilli i genitori: meglio chiedere aiuto al 118 e dopo alcuni minuti ecco i militi della Croce Bianca ingauna.

I primi controlli di rito, e poi si parte verso il pronto soccorso del Santa Corona. Lungo la strada però, all'altezza di via dell'Agricoltura, ecco l'imponderabile, o meglio, l'indesiderabile: un'auto danneggiata, una moto carambolata a terra e vicino, inerme sul freddo asfalto, il suo conducente, tutt'intorno i passanti gelati dall'accaduto coi primi soccorsi già mobilitati sul posto.

Matteo e Samuele, i due volontari della pubblica assistenza diretti al nosocomio pietrese con mamma e figlia, si accorgono immediatamente della gravità dell'accaduto e, in attesa dell'automedica Sierra e di un'altra ambulanza, prestano la prima rianimazione a Luca Trevisan che però non ce la farà a sopravvivere.

Le due donne restano nel frattempo sole sull'ambulanza, dove un vigile del fuoco tra gli intervenuti per l'incidente decide di tranquillizzarle e accudirle prima che Samuele e Matteo, intervenuti i colleghi, potessero proseguire nel loro trasporto verso Pietra.

L'accaduto non ha lasciato indifferente la signora, che dopo alcuni giorni non ha fatto mancare, con una lettera, i suoi particolari ringraziamenti: "Volevo scrivervi queste poche righe per dirvi grazie a mente fredda. Grazie per la pazienza. Grazie per i modi gentili. Grazie per i sorrisi dietro alle mascherine. Grazie soprattutto perché non avete mollato un secondo dopo che è successo quella sera. Grazie perché in un sistema sanitario che fa acqua da tutte le parti incontrare persone come voi è una fortuna".

La piccola intanto sta di nuovo bene ed è tornata a saltellare e giocare come e più di prima, con due nuove conoscenze. Anche se l'auspicio è quello di rivedersi ma stavolta "non più sull'ambulanza".

Mattia Pastorino

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