Non solo decine, centinaia di rappresentanti del mondo imprenditoriale legato al mare hanno preso parte quest'oggi a Roma, in piazza Santi Apostoli, alla manifestazione indetta da Sib, il sindacato balneare italiano, contro la tipologia di riforma prevista per il rinnovo delle concessioni demaniali dopo il parere del Consiglio di Stato sull'applicazione della direttiva europea Bolkestein.
Anche diversi amministratori della nostra provincia, in particolare dalle località che vantano il maggior numero di imprese del settore, hanno voluto scendere in piazza per chiedere a governo e parlamento di tutelare gli attuali concessionari nella procedura di assegnazione ad evidenza pubblica dei lidi e le aree demaniali in genere.
"La Liguria, la Provincia di Savona, ma soprattutto Alassio - commenta l'assessore alassino Rocco Invervnizzi - sono sicuramente la città e la regione più rappresentata, ma l'adesione è stata davvero straordinaria. Al fine di dirimere questa condizione di totale incertezza, per il futuro di migliaia di imprese turistiche, per lo più di stampo familiare, che hanno investito decenni nella loro attività con la speranza di tramandarne la tradizione alle proprie future generazioni, personalmente e come amministrazione comunale ci stiamo impegnando a mettere in campo tutte quelle iniziative che possano portare il Governo Draghi a rivedere la propria visione di riforma del demanio".
"Come tutti gli imprenditori i balneari hanno bisogno di certezze sia sulle regole del gioco che dovranno esserci, si spera il più lontano possibile, per queste aste, tempi certi e soprattutto una politica che torni a fare la politica e dimostri, come han detto tutti i partiti in piazza, di essere dalla loro parte perché rappresentano la cultura italiana e un'importante risorsa del Paese, locomotiva della nostra economia" ha detto il vicesindaco e assessore al Demanio, Andrea Guzzi.
"Era giusto essere al fianco dei balneari per quello che rappresentano per un comparto turistico fondamentale per la tenuta economica e sociale del nostro comprensorio - ha evidenziato Luca Lettieri, sindaco di Loano - Una direttiva europea che una volta declinata nell’ordinamento giudico italiano rischia di far saltare migliaia di imprese famigliari, posti di lavoro e un indotto che da sempre genera ricchezza".
"Ho voluto partecipare alla manifestazione perché sono al fianco loro in questa battaglia. Sono la principale azienda del mio territorio, negli anni hanno realizzato un tipo di accoglienza turistica che non ha eguali, che ha fatto anche da scuola per altre località, una peculiarità che in questo momento sta diventando la loro debolezza. Ora hanno bisogno di aiuto e, per quanto possibile, ho voluto fornirgli il mio" afferma Giancarlo Canepa, sindaco di Borghetto Santo Spirito.
Che poi si focalizza su un altro aspetto: "La legge, così come è attualmente concepita e come forse verrà approvata, costituisce un motivo di grande difficoltà per tutti i Comuni, soprattutto le piccole realtà come la nostra che dovranno gestire delle gare e si esporranno inevitabilmente a ricorsi e quindi problematiche di assegnazione".
Una vera e propria nota dolente quindi, come sottolinea il collega di Loano Lettieri: "Le amministrazioni comunali dovrebbero gestire decine di bandi per l’assegnazione delle concessioni con tutto quello che ne consegue in termini di tempi, cause legali, costi a carico delle comunità. Non ci stiamo a questo gioco al massacro e chiediamo alla politica di dare risposte certe e rapide alle richieste dei balneari e delle amministrazioni comunali".
"Solo Borghetto dovrà gestire almeno 22 bandi solo per le spiagge, località come Loano più di 80 - aggiunge Canepa - è una situazione che non siamo pronti ad affrontare e che costituisce un ulteriore elemento di difficoltà per tutti. Sono venuto a Roma, quindi, oltre che per esprimere solidarietà ai balneari anche per portare le istanze dei Comuni che non sono pronti a gestire la situazione che si andrà a creare. Come al solito saremo noi quelli che ci metteranno la faccia con tutti, trovandosi così a gestire situazioni che per colpa di scelte sbagliate o addirittura non fatte si riversano su di noi".
"Due anni sono assolutamente insufficienti per le nostre amministrazioni per poter gestire queste aste: la legge 145/2018 che portava al 2033 era l'opportuno periodo transitorio per poter costruire queste delicatissime procedure ed evitare di finire in qualsiasi contenzioso per il nostri piccoli comuni" dice Guzzi.
Altra questione sollevata dai sindaci e non solo è come questa normativa rischi di incidere fortemente non solo sui titolari degli stabilimenti balneari ma anche tutto l'indotto: aziende che operano al loro servizio e lavoratori stagionali.
"Siamo qui come amministrazione per rappresentare in questa battaglia degli operatori che a Finale danno lavoro a oltre 500 persone - dice Guzzi - e quindi non è solo una difesa delle famiglie ma anche della loro forza lavoro".
La vicinanza però va non solo ai balneari ma, come sottolinea l'alassino Invernizzi, anche a "tutti quegli altri esercenti di attività commerciali a vario titolo che, essendo ubicate su suolo demaniale marittimo, sono a a loro volta concessionari, e mi riferisco ai chioschi e a tutte le altre attività turistiche su suolo demaniale marittimo ed è per questo motivo che oggi parteciperò alla protesta a Roma al fianco dei concessionari".

























