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Attualità | 13 marzo 2022, 12:09

Rivogliamo il Pronto Soccorso”: la fiondata da Albenga per Genova “così vicina, così distante”

Malgrado le rassicurazioni del presidente Toti su un miglioramento della sanità locale, la marcia per l’ospedale ha assunto dimensioni molto importanti, oltre le aspettative degli organizzatori

Rivogliamo il Pronto Soccorso”: la fiondata partita da Albenga per Genova “così vicina, così distante”

Foto di Roberto Ruaro

Sebbene ci sia stata molta discussione sui numeri, è stata una giornata epocale per un territorio che da anni non si sente ascoltato dalla Regione: Albenga con tutto il suo comprensorio si è espressa con una massiccia presenza  (si parla di oltre 6.000 persone)  alla grande marcia per l’ospedale Santa Maria di Misericordia “Senza Pronto Soccorso si muore”, organizzata dalle realtà locali di concerto con l’amministrazione comunale di Albenga.

Un evento straordinario, che nessuno avrebbe voluto fare, ma che si è reso necessario, con dispiacere,  per far sentire la voce di un bisogno dei cittadini, appoggiato anche da chi nulla ha a che vedere direttamente con il territorio ingauno, con rappresentanze di altre zone liguri, che con la loro presenza hanno rafforzato il significato della manifestazione pacifica. Non una voce fuori posto, solo l’urlo preoccupato di chi teme per la propria salute, quella dei propri cari e di ciò che verrà lasciato in eredità ai nostri figli. Perché gli anziani albenganesi, ma anche alassini, con lungimiranza lasciarono denari per la costruzione di una struttura ospedaliera che potesse soddisfare i bisogni , in termini di Sanità, dei cittadini ma, nonostante gli sforzi, oggi non c’è la garanzia di lasciarlo ai giovani, presente e futuro di questa società.

Gino Rapa, simbolo di questa protesta, ha ritenuto “doveroso evidenziare la presenza del Vescovo Monsignor Borghetti  sul palco di piazza Petrarca e le sue parole”.  Parole ricche di significato, sentite, quelle mi Monsignor Borghetti: “Io sono qui perché la Chiesa di Albenga-Imperia è dalla vostra parte, in quanto vive sul territorio e conosce tutto il popolo. I sindaci qui presenti sono tutti miei sindaci. Io sono quassù sul palco, ma è come se fossi in mezzo a voi. Io sono qui perché questo non è il momento di un partito, ma l'esigenza di tutto il popolo. Sento profondamente la necessità del Pronto Soccorso ad Albenga: la vostra presenza qui, tutti uniti e concentrati su un bisogno, non su un'idea strana, è davvero commovente!". “Commovente” è la parola più centrata davanti a tutte le persone che hanno manifestato in corteo dalla piazza della Croce Bianca fino all’ingresso del Santa Maria di Misericordia con striscioni che urlavano “senza Pronto Soccorso si muore”, “Albenga rivuole il Pronto Soccorso”, “No alla privatizzazione”, “Albenga, no ospedale, no vita” e molti altri, ma in assenza totale di simboli politici, perché qui l’unica politica ammessa era quella del popolo, quel popolo che non vuole rinunciare ai suoi diritti.

Non sono bastate quindi le rassicurazioni arrivate da Genova e da Dubai, dove si trovava il presidente Toti venerdì 11 marzo, che ha affermato: “Albenga avrà riabilitazione, sale operatorie, chirurghi. Questo significa ridisegnare la Sanità del paese grazie al Pnrr, pensando unicamente alla salute dei cittadini. E infatti la nuova Casa della Salute sarà capace di soddisfare tutti i bisogni di sanità e le esigenze dei codici bianchi, potendo contare anche su un ospedale che sarà in grado di operare e riabilitare su molte specialità, dall’urologia all’ortopedia protesica”.

“Un Pronto Soccorso ad Albenga – ha concluso il presidente Toti - sarebbe sovradimensionato anche considerando il numero dei turisti presenti in estate. L’offerta sanitaria del territorio, infatti, con l’ospedale di Savona, di Pietra Ligure, di Albenga e Cairo soddisfa già ampiamente tutte le esigenze. Dalla nostra programmazione l’ospedale di Albenga esce rafforzato in termini di produzione, prestazioni e offerta medica e rimarrà un punto cardine nel nostro sistema sanitario regionale, con un potenziamento anche della rete dei servizi territoriali. Un ruolo centrale che il Santa Misericordia ha avuto anche in questi due anni di dura lotta al Covid. Tutto questo in ottica di un potenziamento necessario per garantire un servizio d’eccellenza a tutto il territorio, senza sbandierare promesse che sarebbero soltanto nocive e irrazionali e non farebbero il bene dei cittadini di Albenga”. Ma questo non ha convinto chi è sceso in piazza venerdì scorso, chi ha chiuso le proprie aziende per esserci.

“E’ stato un grande esempio di partecipazione civile che ogni buon politico dovrebbe ascoltare e prendere in considerazione – ha commentato Ivano Mallarini, segretario Pd Albenga -. Quanto avvenuto ieri non può essere sminuito, minimizzato o derubricato ad un gruppo di persone egoiste o campaniliste. Chi dice ciò non ha idea dello stato dei servizi sul nostro territorio, anzi non conosce affatto il nostro territorio e le sue grandi difficoltà di spostamento, che in caso di emergenza significano vita o morte”.

“Nel corteo c’erano tanti sindaci e amministratori locali, di ogni schieramento politico – ha affermato Jan Casella, consigliere comunale di ‘Alassio Volta Pagina’ - . Ma soprattutto c’erano mamme, bambini, lavoratori, pensionati, gente comune che spesso devono la propria vita, o quella dei propri cari, a un buon funzionamento della sanità pubblica. Ieri, ad Albenga, abbiamo visto l’altruismo di molti, contrapposto all’egoismo di pochi che pensano di costruire la propria fortuna personale sulla pelle dei cittadini. È evidente a tutti: in provincia di Savona, il sistema sanitario è sottostimato rispetto alle esigenze della popolazione”.

“Abbiamo visto tutti l’emozione del nostro sindaco Riccardo Tomatis, di Dino Ardoino, storico presidente dell’amata Croce Bianca di Albenga. Abbiamo visto tutti la partecipazione dei sindaci del territorio, ma non solo, che hanno indossato il tricolore solo per rappresentare le città e non partiti politici – commenta Angelo Pallaro, portavoce del gruppo dei ‘Cittadini Stanchi’ -. Abbiamo visto tutti la partecipazione della nostra gente che a qualsiasi costo ha partecipato. Da anni ci battiamo per il nostro Pronto Soccorso, per il nostro ospedale, siamo davvero ‘cittadini stanchi’, ma non abbastanza per smettere di combattere. Con le altre associazioni e con l’amministrazione comunale ci abbiamo messo tanto impegno e tutto il nostro cuore perché la manifestazione potesse essere tranquilla e pacifica. Perché potesse essere una sorta di megafono per far arrivare forte e chiara la voce del  nostro territorio a Genova, così vicina, così distante”.

“Albenga rivuole il Pronto Soccorso. A questo punto non si deve mollare”, ha chiosato Gino Rapa. Aspettiamo le prossime fiondate.

Maria Gramaglia

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