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Varazzino | 23 maggio 2022, 17:00

Gli orrori della Seconda Guerra. 100 anni fa nasceva il cellese Desiderato Gambetta, disperso in Russia (FOTO)

Aveva solo 20 anni e fu arruolato nella seconda Divisione di Fanteria Sforzesca, 53° Reggimento Fanteria, per combattere nella Campagna di Russia e più precisamente nella disfatta sul fronte del Don

Gli orrori della Seconda Guerra. 100 anni fa nasceva il cellese Desiderato Gambetta, disperso in Russia (FOTO)

Ad un giorno dallo scoccare dei tre mesi dall'invasione russa in Ucraina, il primo conflitto in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale, oggi, 24 maggio 2022, avrebbe compiuto 100 anni, il cellese Desiderato Gambetta.

La sua triste storia, figlia di una guerra insensata e che ha portato alla morte come carne da macello, molti italiani (una ventina i cellesi), perlopiù giovanissimi, è tutta da raccontare.

Conosciuto da tutti come Derio, abitante di Celle Ligure, figlio di Andrea Gambetta e Angela Pescio e fratello di Maria Teresa e Sebastiano, era stato arruolato nel 1942 a soli 20 anni, durante la Seconda Grande Guerra nella seconda Divisione di Fanteria Sforzesca, 53° Reggimento Fanteria, per combattere nella Campagna di Russia e più precisamente sul fronte del Don. 

Un combattimento sanguinoso che portò alla ritirata e alla disfatta dell'armata italiana con perdite elevatissime in morti e dispersi. A causa della gravità della sconfitta il comando tedesco fu costretto a ritirare i superstiti contingenti italiani che furono rimpatriati nel marzo 1943, in condizioni difficili e dopo aver perso gran parte dell'equipaggiamento e la quasi totalità degli armamenti. Con il freddo spaventoso, -40 gradi, che influì notevolmente in una condizione già disastrosa per i militari abbandonati allo sbaraglio. 

Poche sono le testimonianze di quei fatti, se non con le lettere indirizzate ai familiari dallo stesso Derio che ricordava il gelo pungente e le famigerate scarpe di cartone, delle quali in molti hanno smentito, sbagliando, l'esistenza. Nell'ultima missiva inviata alla sua famiglia nel 1943 scrisse che era stato ferito e che il suo reggimento era stato colpito da mitragliate nella ritirata del Don.

Un suo cugino cellese, Dante Gambetta, al ritorno dalla guerra, lui che si occupava di portare i vivere ai soldati, aveva raccontato che parlando con un militare gli era stato riferito che lo stava cercando un certo Derio. Allora aveva deciso di lasciargli un pacco che conteneva le calze e indumenti pesanti per affrontare il grande freddo.

Pacco che però non fu mai ritirato.

 

 

Luciano Parodi

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