Pace, lavoro e giustizia sociale. Anche queste saranno le parole d'ordine d'iniziativa che la Cgil savonese metterà in campo nell'assemblea di domani, lunedì 12 settembre alle ore 9.30 presso il palazzo della Provincia.
"Oggi c'è una situazione insostenibile, la gente non ce la fa più arrivare alla fine del mese con i rincari delle bollette che ci sono stati e aumenteranno nei prossimi mesi - scrivono dalla segreteria Spi, che affronterà questi argomenti domani - Siamo di fronte a una situazione che sul piano sociale rischia di esplodere e quindi noi come Cgil stiamo chiedendo anche a questo Governo di fare degli interventi urgenti, oggi e non in attesa delle elezioni, perché non possiamo aspettare".
Quali sono quindi le principali proposte del sindacato? Innanzitutto per la pace, con la richiesta di un "cessate il fuoco immediato", in tutto il mondo ma in particolare in Ucraina, auspicando "l’apertura di un negoziato, nel quale l’Europa deve svolgere una vera azione diplomatica".
Poi il Lavoro, dove Cgil punta a "mettere fine alla precarietà dilagante, al finto lavoro autonomo, al lavoro povero e sommerso" attraverso "investimenti in buona occupazione stabile; il rinnovo dei contratti collettivi nazionali e l’aumento dei salari; la legge per la rappresentanza e la validità dei contratti nazionali per tutte e tutti; un piano straordinario di assunzioni (soprattutto nel pubblico); un investimento per la salute e la sicurezza e il diritto alla formazione permanente".
"Sostegni strutturali per i redditi più bassi (200 euro di bonus non bastano); l’aumento del netto in busta paga e la diminuzione del carico fiscale per lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati; l’aumento del valore e della platea della quattordicesima per pensionate e pensionati; un contributo di solidarietà straordinario sulle grandi ricchezze; servizi pubblici efficienti e a disposizione del cittadino; un aumento dei finanziamenti per sanità, scuola, università e ricerca pubbliche; una legge sulla non autosufficienza; l’istituzione della pensione di garanzia per precari, lavoratori discontinui e il superamento della legge Fornero" sono invece le proposte che si dibatteranno circa la giustizia sociale, dove l'obiettivo è riassumibile nella ricerca di "un'occupazione più retribuita, meno precaria e più sicura".
Anche per la nostra provincia, "dove la nuova occupazione è per la stragrande maggioranza precaria (l'83%) - spiegano da Spi Cgil - dove la media delle retribuzioni è più bassa della Regione di circa l'8,8% e dove il lavoro è meno sicuro" vestendo la maglia nera come percentuale di denunce di infortuni.
Il tutto però passa inevitabilmente per la soluzione alle crisi industriali del territorio. Da qui il sollecito al Governo "a convocare i tavoli aperti al ministero che da oltre due anni non ottengono risposte" e interessano oltre 3000 lavoratrici e lavoratori.
"Serve una politica industriale seria, concreta, che dia risposte immediate alla transizione energetica e ambientale - concludono - Al di là delle politiche economiche che verranno intraprese (speriamo rapidamente) nel contesto europeo per far fronte alla crisi energetica, occorre colmare i vuoti della nostra economia nel più breve tempo possibile, attraverso una nuova strategia di sviluppo verde, digitale, sociale, fondato sul lavoro".














