Per l'anno scolastico in corso sono 11 le segnalazioni inadempienze obbligo scolastico arrivate e protocollate dal Comune. Un fenomeno contro il quale il Comune applica la nuova normativa, con il coinvolgimento di servizi sociali, pubblica istruzione, polizia locale e gli istituti scolastici.
Con le nuove procedure, il dirigente scolastico è tenuto a monitorare la frequenza degli alunni (minori soggetti all'obbligo di istruzione) già dall'inizio dell'anno. Sono considerati inadempienti gli studenti che dimostrano assenti per più di quindici giorni, anche non consecutivi, nell'arco di tre mesi, senza giustificati motivi. Se l'alunno non riprende la frequenza entro sette giorni dalla comunicazione, il dirigente scolastico procede con un segnale.
Il sindaco emette quindi un'ammonizione, stabilendo un termine perentorio di una settimana per il rientro a scuola. Spetta al dirigente scolastico verificare la ripresa della regolare frequenza dell'alunno nei tempi stabilità. In caso di ulteriore inadempienza, il dirigente scolastico segnala nuovamente al sindaco e, se lo studente non torna a scuola, scatta una segnalazione alla Polizia Locale, che provvede alla comunicazione alla procura.
"È una nuova procedura derivante dal cambiamento di normativa, che prevede il coordinamento di una piccola task force composta dai soggetti coinvolti – spiega la vicesindaco Elisa Di Padova –: scuola, Comune nei suoi settori (servizi sociali e pubblica istruzione) e Polizia Locale. Le assenze prolungate e non giustificate rappresentano un chiaro campanello d'allarme che richiede interventi immediati per favorire il rientro a scuola e, nel frattempo, accertare le motivazioni Proseguono, inoltre, le nostre attività di prevenzione e orientamento, che, soprattutto per i ragazzi più grandi, possono rafforzare il loro legame con la comunità educante, evitando il rischio di dispersione scolastica".
"Si tratta di un adeguamento alla nuova normativa introdotta dal decreto Caivano – spiega l'assessore ai Servizi Sociali Riccardo Viaggi –. Al momento non è semplice fare un confronto sui numeri, proprio perché la normativa è cambiata. Sarà possibile una valutazione più chiara solo tra almeno tre anni".