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Politica | 10 febbraio 2025, 16:19

Ipotesi termovalorizzatore, a Cengio la minoranza dice no: "Vanificherebbe gli sforzi di anni per risollevare il paese"

Il gruppo "Cengio Cambia" all'Amministrazione comunale: "Se ne renda conto e dica no senza trincerarsi dietro risposte di convenienza". Mentre l'interesse sulla vicenda si allarga ai comuni del Basso Piemonte

Ipotesi termovalorizzatore, a Cengio la minoranza dice no: "Vanificherebbe gli sforzi di anni per risollevare il paese"

Sono sempre più le voci contrarie all'ipotesi dell'installazione di un nuovo impianto termovalorizzatore in Val Bormida. Ad aggiungersi al coro di chi non gradirebbe affatto la struttura stavolta è il gruppo consiliare "Cengio Cambia".

"Come purtroppo volevasi dimostrare l’ipotesi della costruzione di un inceneritore a Cengio torna sul banco - ricordano in una nota - la decisione della Giunta regionale dei giorni scorsi sembra anzi proprio andare in quella direzione. Che questa sia un'ipotesi deleteria pensiamo sia evidente a tutti e non da oggi. Già diversi mesi fa avevamo chiesto come consiglieri di minoranza del Comune di Cengio di approvare una mozione condivisa per dire no a impianti che ancora una volta impoverirebbero il territorio rappresentando un rischio dal punto di vista ambientale, economico e sociale per il nostro paese. All’epoca la maggioranza aveva deciso di affossare la nostra proposta. 'Stiamo argomentando sul nulla' si era giustificato il sindaco Dotta come testimoniano anche i titoli di alcune testate di quei giorni. La decisione di Regione Liguria e i numerosi articoli usciti in questi giorni ci dicono quanto fosse inesatta quella risposta".

"Come gruppo di minoranza ribadiamo la nostra contrarietà insieme a quella di numerosi cittadini di Cengio e di tutta la valle - continuano quindi - In questi giorni siamo in contatto con rappresentanti regionali, della Valbormida ligure e dei paesi dal lato piemontese per individuare tutte le strategie necessarie per evitare questa ipotesi. La nostra speranza è ancora quella che la giunta Dotta si renda conto del danno che tale ipotesi porterebbe al futuro del paese: impatto ambientale, deprezzamento e svalutazione di proprietà e immobili sul territorio comunale, un'immagine del paese nuovamente affossata dopo anni di fatiche volte a risollevarla dai tristi effetti del passato, compromissione pressoché totale dello sviluppo di filiere importanti riguardanti la valorizzazione del territorio dal punto di vista turistico ed enogastronomico".

"La speranza è che la giunta si renda conto di tutto questo e sappia dare un no chiaro, senza trincerarsi dietro risposte di convenienza che lasciano spazio a ipotesi e proposte che non dovrebbero avere cittadinanza se davvero teniamo in considerazione la volontà e il bene dei nostri concittadini. Da parte nostra siamo pronti e disponibili a ogni collaborazione pur di evitare questa triste ipotesi e crediamo che ipotesi avanzate in altri comuni della valle (dalle assemblee pubbliche ai referendum popolari per dare la voce ai cittadini) siano strade da valutare in assenza di voto unanime su eventuali nuove mozioni condivise" concludono.

Redazione

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