Continua a far discutere a Finale il destino del muraglione pericolante che sorregge la parte terminale di via Caviglia e sormonta Salita del Grillo all'incirca all'intersezione con via XXV Aprile.
Dopo l'allargamento dei una crepa ben visibile ad occhio nudo che dalla prima decade di dicembre ha portato gli uffici comunali e la Polizia locale a delimitare l'area sottostante alla porzione di muro pericolante andando a ingombrare praticamente metà carreggiata della Salita del Grillo. Da qui il conseguente senso unico verso via XXV Aprile e l'obbligo di dirigersi verso quest'ultima da chi proviene da via Caviglia, pur magari dovendosi dirigere non verso Borgo ma verso Marina o Varigotti.
Un disagio unitosi ad un altro cantiere, quello sull'inizio lato via Brunenghi di via XXV Aprile, che in questi mesi ha creato alcune lamentele da parte di residenti finalesi. Non ultimo, è stato il gruppo di minoranza "Impegno per Finale" a criticare la gestione del cantiere con ancora una situazione pressoché immutata nel tempo (LEGGI QUI).
Una posizione a cui ha replicato l'assessore ai Lavori Pubblici Paolo Folco, con una serie di precisazioni. «Fa piacere che dopo dieci anni passati a nastrini e paillettes il gruppo “Impegno per Finale”, ora che è in minoranza, si dedichi ai muri e agli interventi concreti e necessari - dice l'assessore in una nota - La Salita del Grillo è per noi una priorità ma come tutte le emergenze improvvise richiede un minimo di programmazione. Ben lontano dall'essere un cantiere fermo, abbiamo già eseguito la perizia e l'Ufficio Tecnico sta predisponendo il progetto esecutivo. Nel frattempo la Polizia Locale, chiusi i cantieri di via XXV Aprile, predisporrà il senso unico alternato e nel prossimo Consiglio Comunale arriveranno le variazioni di Bilancio per recuperare le risorse necessarie».
Non mancano quindi le frecciate al gruppo di opposizione: «La Salita del Grillo non farà la fine di via Vespucci, cantiere trovato fermo e da far ripartire, ma riceverà l'attenzione che merita come il muro della strada di San Bernardino in via della Pineta (un regalo da 345.000 euro ma propedeutico all'allargamento della strada), quello sotto la rotonda nuova di San Bernardino (promesso finanziato ma totalmente dimenticato) o quello di via Paolo Cappa trovato adorno di new jersey arancioni e lasciato alle intemperie. Tutti interventi di cui abbiamo fatto i progetti d'intervento e che un passo alla volta realizzeremo».
«Alla “amministrazione delle inaugurazioni” certe manutenzioni non piacevano, troppo a basso impatto elettorale - continua l'assessore - E’ il caso dell'antincendio dei locali pubblici, il riscaldamento degli anziani, la strada del canile o i tanti interventi di via Santuario, probabilmente da rifare. Solo alcuni dei tanti interventi “invisibili” che stiamo portando avanti senza nastri, senza paillettes, senza inaugurazioni ma con tanta concretezza e un lavoro quotidiano volto a ridare decoro e dignità ad una città trascurata. Questo è quello che ci hanno chiesto i cittadini, questo è quello che faremo» conclude Paolo Folco.














