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Sanità | 25 giugno 2025, 15:15

Asl2, primariati sempre più "rosa" ma le donne alla guida di Strutture complesse sono ancora in minoranza

Gli ultimi due concorsi per le strutture complesse di Medicina 1 del San Paolo e di Medicina Nucleare sono stati vinti da due medici donna

Asl2, primariati sempre più "rosa" ma le donne alla guida di Strutture complesse sono ancora in minoranza

Delle oltre 50 direzioni tra strutture complesse e semplici (incluse quelle a scavalco), poco meno di venti sono ricoperte da primarie donna, comprese le facenti funzione. Dei 13 Dipartimenti dell'Asl, invece, solo 3 incarichi sono affidati a medici donna.

Recentemente, due concorsi hanno visto assegnare i primariati di Medicina Nucleare a Lucia Di Ciolo e quello di Medicina 1 dell'Ospedale San Paolo di Savona a Lara Rebella (incarichi che ricoprivano già come sostitute), confermando la crescente presenza di primarie donna.

In percentuale, però, la presenza di primarie donna non arriva al 30%.

Paola Gnerre, oltre a essere primaria di Medicina 2 al San Paolo, ricopre anche l'incarico di direttrice del Dipartimento di Medicina; a capo di altri due dipartimenti ci sono Cinzia Finocchi (Neuroscienze) e Monica Cirone alla Direzione Sociosanitaria.

«Sono stata fortunata e ho sempre visto il riconoscimento del mio lavoro – spiega Paola Gnerre – Non mi sono mai piaciute le quote di genere e nella mia carriera non ho mai notato disparità. Sicuramente facciamo più fatica a conciliare lavoro e famiglia, e ci vorrebbero certamente politiche di conciliazione sociale».

«Forse a volte può incidere anche il fatto di essere giovane – prosegue Gnerre –: era capitato, tempo fa, magari di entrare in stanza con un collega uomo e che il paziente pensasse che il primario fosse lui. Ma nei colloqui con i pazienti non ci sono mai stati problemi. Nel complesso, nel mio lavoro, non ho mai visto una grossa differenza per il fatto di essere donna».

Da anni ormai, tra gli studenti iscritti alle facoltà di Medicina, le ragazze superano numericamente i colleghi maschi.

«I miei vecchi professori davano la colpa al fatto che il lavoro fosse sempre più complesso e meno remunerativo – afferma Lara Rebella – e spingeva i maschi verso altre attività. Ci vuole molta dedizione e forza di volontà, e la conciliazione tra lavoro e famiglia non è semplice. Personalmente non ho mai subito discriminazioni da parte di colleghi o parenti. Sono cresciuta professionalmente con il dottor Lerza e poi con il dottor Tassara, che mi ha dato fiducia e mi ha scelta per sostituirlo alla Medicina interna; è una specialità molto scelta dalle donne, a differenza di quella chirurgica».

Elena Romanato

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