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Sanità | 25 marzo 2026, 15:48

Sanità territoriale in Liguria, a Savona venerdì 27 marzo il confronto pubblico sulle criticità del nuovo riassetto

Case di Comunità e carenza di medici sarà il tema che metterà a confronto esperti e amministratori al FilmStudio

Sanità territoriale in Liguria, a Savona venerdì 27 marzo il confronto pubblico sulle criticità del nuovo riassetto

Nuovo momento di confronto, a Savona, sulla sanità territoriale tra il suo riassetto e il suo futuro. Venerdì 27 marzo alle ore 18, negli spazi del Nuovo FilmStudio, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Curarsi è ancora un diritto? Il fallimento della medicina territoriale in Liguria”, promosso da Liguria Insieme.

L’iniziativa si inserisce nel dibattito crescente sulle criticità del sistema sanitario regionale e vedrà la partecipazione di amministratori locali, operatori del settore e rappresentanti del mondo sociale. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco Marco Russo, seguiti da una serie di interventi che affronteranno i principali nodi della riforma sanitaria ligure: dalla riorganizzazione delle Case di Comunità fino alle difficoltà dei piccoli comuni e delle aree interne.

Tra i protagonisti del confronto anche il consigliere regionale Gianni Pastorino, che propone una lettura critica dell’attuale assetto: “La riforma della sanità territoriale voluta da Bucci è stata approvata in fretta e furia, nel giro di poche settimane, senza un reale confronto con chi nella sanità ci lavora ogni giorno. Oggi ne vediamo gli effetti: professioniste e professionisti sanitari disorientati, servizi che non decollano e territori lasciati soli. Si è costruita una riforma senza tenere conto della realtà ligure. L’entroterra, le aree periferiche, i piccoli comuni sono stati completamente trascurati. Invece di rafforzare la presenza sanitaria diffusa, si è scelto un modello che rischia di allontanare ancora di più i servizi dalle persone”.

“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: strutture inaugurate ma non operative, carenze di personale croniche, difficoltà di accesso sempre più evidenti. Non basta cambiare i nomi o costruire nuovi contenitori se poi dentro non ci sono le risorse per farli funzionare. Venerdì - conclude Pastorino - mettiamo al centro le esperienze reali, i problemi concreti e le proposte. Perché la sanità territoriale non è un tema astratto: riguarda la vita quotidiana delle persone, soprattutto di quelle più fragili”.

Nel corso dell’incontro si parlerà anche della riforma regionale e delle sue ricadute pratiche, delle difficoltà organizzative e della distanza tra progettazione e realtà operativa. Un tema che sarà affrontato anche dalla pediatra Monica Nigro, chiamata a portare il punto di vista di chi lavora quotidianamente sul territorio: “Le Case di Comunità, così come sono state pensate, rappresentano sulla carta qualcosa di straordinario. Un luogo unico dove il paziente può trovare risposte integrate. Ma oggi rischiano di restare scatole vuote: manca il personale, mancano le condizioni per farle funzionare davvero. La Liguria non è un territorio uniforme - ricorda la dottoressa Nigro - Ci sono aree interne, zone difficili da raggiungere, persone anziane o fragili per cui l’accesso a un unico centro diventa complicato. Pensare di concentrare tutto senza rafforzare i collegamenti e i servizi di prossimità significa creare nuove disuguaglianze”

C’è poi un aspetto umano che considera: “Nel nostro lavoro il rapporto di fiducia è fondamentale. Nella medicina territoriale diffusa, il paziente conosce il medico e il medico conosce il paziente. In un sistema più centralizzato questo rischio è quello di perdere proprio quella dimensione umana che è parte integrante della cura. Se non ci sono medici, se non ci sono specialisti, nessuna riforma può funzionare. Oggi abbiamo bandi deserti, carenze nelle zone territoriali e difficoltà enormi anche solo a garantire servizi essenziali. Pensare di riempire le Case di Comunità senza risolvere questo problema è semplicemente irrealistico” conclude.

Il programma prevede inoltre interventi dedicati ai bisogni delle persone e all’organizzazione della cura, con il contributo del sindacato pensionati e di amministratori locali impegnati nei territori più piccoli, spesso alle prese con carenze strutturali e difficoltà di accesso ai servizi. Le conclusioni saranno affidate a Andrea Orlando, al termine di un confronto che si annuncia partecipato e aperto anche al contributo del pubblico.

L’obiettivo dichiarato è mettere in relazione esperienze, criticità e proposte concrete, riportando al centro del dibattito una questione sempre più urgente: la distanza tra ciò che viene progettato sulla carta e ciò che, ogni giorno, cittadini e operatori sanitari si trovano a vivere nei territori.

Redazione

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