"Il piano presentato dalla giunta per l'utilizzo del Fondo Strategico Regionale è poco trasparente: non si capisce quanti milioni sono disponibili, quanti sono stati vincolati e quanti sono da allocare, soprattutto non è chiaro quali criteri siano stati utilizzati per stabilire la necessità di alcuni interventi e non altri. Ci siamo abituati, il Fondo Strategico Regionale è diventato un bancomat nelle mani della giunta, che lo usa per finanziare interventi scelti con criteri poco trasparenti, spesso sulla base di rapporti diretti con alcuni Comuni e non con una visione regionale". Così il gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, che ha espresso voto contrario sul piano di spesa del Fondo Strategico Regionale presentato dalla giunta.
"La testimonianza sta nella distribuzione dei fondi, che premia enormemente il ponente della regione a discapito soprattutto della Città Metropolitana di Genova e della provincia della Spezia. Da strumento di coesione il Fondo si trasforma in un elemento di disparità, almeno sulla carta perché mancando i cronoprogrammi e i dettagli finanziari delle opere non è nemmeno detto che si riesca ad attuare quanto previsto".
"Noi da tempo avanziamo alcune proposte: bandi pubblici e selezione trasparente dei progetti, sulla base di criteri oggettivi, di qualità progettuale, impatto territoriale e capacità di fare rete tra Comuni; un’attenzione reale e vincolante all’entroterra e ai piccoli Comuni, dove almeno il 20% delle risorse, come previsto dalla normativa, deve essere destinato a Comuni sotto i 5.000 abitanti e aree interne, non per gentile concessione della Giunta ma come diritto garantito; un vero processo di programmazione triennale, in cui la Giunta discuta in Aula con il Consiglio le priorità strategiche per i prossimi tre anni e non un passaggio meramente ratificativo su un elenco già chiuso e cucinato altrove; un cronoprogramma allegato a ogni intervento, che indichi tempi, fasi, soggetti attuatori e coperture finanziarie. Bisogna smettere con gli annunci vuoti: la Liguria ha bisogno di una crescita che sia giusta, equilibrata, e ben governata. Non di liste marchette mascherate da piani triennali", concludono i Dem.














