Una situazione politica “del tutto singolare, forse unica”, quella che si registra oggi a Finale Ligure: “una maggioranza di centrodestra, un’opposizione anch’essa di centrodestra – con la sola eccezione di AVS – ed il Partito Democratico, primo partito cittadino per numero di consensi, non presente in comune”.
È l’analisi del circolo PD “Attilio Folco”, che commenta l’ultimo Consiglio Comunale e non risparmia critiche né all’attuale Amministrazione né a quella precedente.
Il primo punto affrontato dai dem finalesi nella loro nota odierna riguarda l'aspetto urbanistico ed edilizio. “Abbiamo appreso che l’Amministrazione precedente, che si era presentata con l’intento dichiarato di puntare sul recupero e sulla valorizzazione dell’esistente, forse non ha perseguito del tutto questi obiettivi ma ha dato spazio, seppur legittimamente, ad operazioni che hanno compromesso parti importanti del nostro territorio”. Il riferimento è, in particolare, alla struttura ex Covo e ad altri progetti immobiliari sui quali ha chiesto chiarimenti la consigliere Simonetti.
Ma il bersaglio è anche l'attuale governo cittadino. “A un anno dal suo insediamento, questa amministrazione non ha ancora definito né espresso una visione chiara di sviluppo per Finale Ligure”. Un concetto che il Pd ribadisce con forza: “È importante ricordare che sviluppo non significa necessariamente costruire: significa, prima di tutto, tutela del territorio, lungimiranza nelle scelte e responsabilità verso le generazioni future”.
“Purtroppo, una parte rilevante di questo nostro bellissimo territorio è già stata compromessa. Sta a noi invertire la rotta, prima che sia troppo tardi” aggiungono dal circolo del Partito Democratico finalese.
Non meno netta la presa di posizione sulla modifica del regolamento per l’assegnazione degli alloggi comunali, altro punto all’ordine del giorno: “Non possiamo condividere la scelta fatta dall’amministrazione e cioè quella di innalzare da 25.000 a 35.000 l’indicatore ISEE per poter usufruire del rinnovo dopo i primi 8 anni di affitto”. Una soglia che il circolo dem definisce “relativamente alta”, con il rischio “di mantenere in quegli alloggi nuclei familiari a scapito di altri più bisognosi”.
I Dem invitano infine a non abbassare la guardia: “È chiaro altresì che, trattandosi di materia molto delicata, occorre che il Comune mantenga un monitoraggio costante sull’evolversi della situazione di ciascun gruppo abitativo per evitare che si creino, in un momento in cui la fame di case è alta e la mancanza di offerta in affitto lungo si fa pesantemente sentire, momenti di oggettiva difficoltà”.














