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Curiosità | 08 agosto 2025, 18:30

Apriti mare! Il caso della Grande Sirena, metà pesce e metà pin up

Censurata l’opera monumentale dello scultore Peter Bech, perché troppo sexy

Apriti mare! Il caso della Grande Sirena, metà pesce e metà pin up

L’arte che vede nudo. È il caso della Grande Sirena, opera monumentale dello scultore Peter Bech, realizzata nel 2006 e inizialmente collocata al Forte di Dragør di Copenaghen (il Forte venne costruito su un'isola artificiale nel 1910-1915 per difendere la capitale danese).

La Sirenona misura 4 metri per 6, pesa 14 tonnellate ed è fatta interamente in granito. La figura è ritta, con le mani appoggiate sulla roccia, e ha un seno nudo di grandi dimensioni. Apriti mare!

L’agenzia danese per la cultura ne ha chiesto e ottenuto la rimozione. Il motivo? “Non adatta all’ambiente storico”. Ma non solo: alcuni critici l’hanno definita “brutta”, “pornografica” e “volgare”. Persino i giornali hanno parlato di donna “sessualizzata”, “body shaming”, “sogni maschili”.

A difendere la statua è Peter Bech, che l’aveva offerta gratuitamente al Comune per garantirne la permanenza, oltre a chi vede nella rimozione una forma di censura estetica. E pensare che persino Omero, nella sua Odissea, descrive le sirene bellissime e affascinanti.

Il dibattito su nudità, decoro e libertà artistica non è nuovo, ma il caso danese lo riporta in prima linea. Nel frattempo, la Grande Sirena attende il suo destino: essere oscurata... o finalmente apprezzata.

La piccola Sirenetta di Copenaghen

Non meno travagliata è la storia della “vera” Sirenetta, la statua in bronzo con lo sguardo malinconico rivolto al mare, che saluta i naviganti dal molo di Langelinie. A chiederne la realizzazione fu, nel 1909, Carl Jacobsen, il fondatore della Carlsberg. Conquistato dalla fiaba di Andersen, vista sotto forma di balletto a teatro, commissionò la scultura all’artista Edvard Eriksen. Quattro anni di lavori dopo, ecco la Sirenetta con le fattezze della moglie Eline e il volto della ballerina Ellen Price. L’opera, rivelata alla città di Copenaghen il 23 agosto del 1913, è stata ripetutamente attaccata dai vandali. Danneggiata e ricostruita, deturpata e ritoccata. Ma sempre al suo posto. Almeno lei.

Silvia Gullino

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