Il piano della Commissione Von der Leyen di ridurre i fondi destinati all’agricoltura italiana ed europea incontra una forte opposizione da parte dell’opinione pubblica. Ben il 70 % dei cittadini si dichiara contrario alla maxi-sforbiciata al bilancio agricolo, a conferma di una presa di coscienza che considera l’attività agricola come un asset da valorizzare, non da penalizzare.
Il 78 % degli italiani considera l’agricoltura la migliore difesa contro il cambiamento climatico, mentre per il 73 % rappresenta un’occasione per i giovani. Il tessuto delle imprese agricole rinforza i territori, contribuendo alla prevenzione degli eventi climatici estremi attraverso pratiche sostenibili e presidio ambientale.
In Liguria, tra l’altro, il fenomeno dell’abbandono agricolo è in costante aumento: negli ultimi trent’anni la superficie agricola utilizzata si è ridotta di oltre il 55 %. In una regione con una forte componente montana e collinare che soffre da anni per il dissesto idrogeologico, per la sempre più marcata periferizzazione, la riduzione degli investimenti in agricoltura porterebbe a conseguenze oltremodo preoccupanti.
Cosa succederebbe, quindi, se calasse la cosiddetta produzione “Made in Europe”? Saremo costretti ad aumentare le importazioni da Paesi dove non sono garantite le stesse norme su sicurezza alimentare, sostenibilità e diritti dei lavoratori. Un fenomeno che rischia di trasformarsi in una debolezza strutturale dell’intera catena alimentare.
In questo scenario, la Liguria si troverebbe doppiamente penalizzata: meno aziende agricole, meno coltivazioni locali (per citarne alcune: olivicoltura, florovivaismo, viticoltura), maggiori difficoltà di presidio ambientale e paesaggistico, e una regione esposta alla fragilità idrogeologica.
“Non possiamo accettare che le risorse della PAC vengano ridotte del 20 %”, dichiarano Gianluca Boeri, Presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale, entrambi presenti al XXIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, a Roma. “Sarebbe un disastro annunciato per l’agricoltura ligure, già indebolita da decenni di crisi di sistema, abbandono e difficoltà strutturali”.
“Il nostro territorio,” aggiungono, “non può permettersi il lusso di abbandonare imprese agricole: sono loro il presidio del paesaggio, la difesa contro il dissesto e la garanzia di identità locale. È necessario che l’Europa riveda il proprio disegno, che Stato e Parlamento sostengano un’inversione di rotta, e che la Liguria venga messa nelle condizioni di rilanciare giovani imprese agricole, innovazione e sostenibilità”.
Coldiretti Liguria chiede con forza che il tema della PAC e della difesa del modello agricolo territoriale rimanga al centro del dibattito europeo e nazionale, e annuncia iniziative di mobilitazione per sensibilizzare istituzioni, imprese e cittadini.














