C'è chi ha creduto che si trattasse di una nuova iniziativa di urbanistica tattica, portata dal centro città alle zone periferiche (giusto per far tacere quei savonesi dei quartieri periferici che si sentono di serie B). Altri hanno pensato a un sistema ideato da qualcuno molto geloso della privacy per rendere riconoscibile il proprio mastello senza doverci appiccicare il nome. Altri ancora a un ragazzino che, magari stanco di dover mollar ela play station per essere mandato dai genitori a lasciare il mastello davanti a casa la sera per il passaggio di Sea-S, abbia lanciato una sua forma di protesta, appiccicando gli sticker. Ma c’è pure chi non esclude una nuova forma di arte urbana da Capitale della Cultura.
A Savona, nell'Oltreletimbro, alcuni mastelli della spazzatura si sono recentemente ritrovati “vestiti” di fiori adesivi. Alla luce della situazione generale dei rifiuti in città — con strade raramente pulite, cestini colmi, passaggi di raccolta saltati e le continue lamentele dei savonesi— molti cittadini hanno interpretato l’iniziativa come un gesto di abbellimento urbano e di protesta.
I savonesi, si sa, sono noti per essere un po’ mugugnoni, ma non manca loro l’inventiva. Nei momenti critici, emergono soluzioni fantasiose e magari quel cittadino ha deciso di sdrammatizzare la situazione dei rifiuti decorando i propri mastelli con fiori adesivi. E, a segnalare un altro problema di decoro, posizionando i mastelli sotto un cartello con il divieto, completamente ignorato, di far urinare i cani in quello spazio. Intanto c'è già chi pensa a decorare anche i bidoni condominiali e chissà che Sea-S, dopo la pensata dei cassonetti "punto di aggregazione" non decida di organizzare un premio per la decorazione più bella. Al vincitore un passaggio in più per la raccolta della plastica.
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