"C’è chi pensa che la politica si faccia a colpi di comunicati stampa, e chi ritiene invece che le scelte per la città si discutano e si assumano nelle sedi proprie della democrazia: nel nostro caso, il Consiglio comunale. Per questo, leggere accuse di scarsa condivisione da parte di chi abbandona l’aula dopo pochi minuti – proprio mentre si affrontano atti fondamentali come il bilancio – lascia, se non allibiti, quantomeno perplessi". Il consigliere comunale Raiko Radiuk replica a Forza Italia.
"Il Consiglio comunale non è un passaggio formale né un adempimento da sbrigare in fretta. È il luogo in cui si resta, si discute, si propone e si vota. Fino alla fine. È il punto di arrivo di un lavoro fatto di incontri preparatori con dirigenti, tecnici, funzionari e amministratori, che richiede studio delle carte, approfondimento delle alternative e assunzione di responsabilità sulle decisioni da prendere. Tutto questo richiede tempo, serietà e dedizione al ruolo che si è chiamati a ricoprire. Evidentemente, l’opposizione ha una visione diversa".
"In oltre un anno di amministrazione, questa maggioranza ha garantito all’opposizione un livello di coinvolgimento raro nella storia recente di Albenga, condividendo con largo anticipo scelte importanti, sia sul piano politico che su quello tecnico. Due esempi su tutti: la mozione per chiedere il cessate il fuoco a Gaza e le richieste relative allo spostamento a monte della ferrovia. A fronte di questo metodo aperto e partecipativo, non sono però arrivati emendamenti, né proposte alternative strutturate. Solo documenti predisposti all’ultimo momento, presentati in modo approssimativo, seguiti da uscite anticipate dall’aula e, successivamente, da dichiarazioni polemiche a mezzo stampa".
"Amministrare una città significa restare nelle aule, studiare i documenti, avanzare proposte e assumersi la responsabilità delle proprie posizioni. Chi sceglie di andarsene prima – magari per altri impegni più urgenti – e poi lamentarsi all’esterno, compie consapevolmente una scelta: quella di non incidere. Per quanto riguarda il mio giudizio politico sulla manovra in approvazione, preferisco richiamare alcuni dati che non sono né di destra né di sinistra, ma semplicemente numeri".
"Nel nostro Paese la produzione industriale è in calo da circa tre anni consecutivi; l’Italia è ultima tra i 27 Paesi dell’Unione Europea per crescita prevista nel prossimo triennio; il debito pubblico continua ad aumentare; nella manovra mancano misure di investimento strutturali e realmente incisive. L’unico dato parzialmente positivo riguarda l’aumento degli occupati negli ultimi tre anni, che tuttavia cresce meno della media europea - conclude - Nel complesso, il quadro della legge di bilancio non è certo rassicurante, soprattutto per i comuni che sono obbligati ad alzare le tasse locali, nel nostro caso, avendo fatto un grande lavoro per evitarne un aumento per tanti anni, si tratta di un allineamento a tariffe che sono sempre più basse rispetto a quelle di altri comuni".














